La fine della consulenza come la conosciamo oggi: operare nell’era delle grandi trasformazioni (seconda parte)

In un primo articolo ho cercato di descrivere il processo di cambiamento che sta vivendo il settore della consulenza strategica alle imprese e le principali sfide che dovranno affrontare i consulenti e le società di consulenza di management.
In questo articolo, proverò ad approfondire alcune tra le principali criticità legate ai processi di innovazione dei modelli di consulenza, nella fase di transizione che precede l’avvento della quarta rivoluzione industriale.
In tempi sempre più rapidi e incerti il mercato della consulenza si allarga, ma cambiano anche le sfide centrali per un consulente.
Al mondo della consulenza non verrà solo richiesto di risolvere problemi ma soprattutto di aiutare le imprese e le organizzazioni nel loro processo di trasformazione in condizioni di elevata incertezza, per adattarsi ai mutamenti dell’ambiente e per cogliere nuove opportunità e per prepararsi a gestire choc e discontinuità che caratterizzeranno questa fase di transizione.
Il mondo della consulenza in questa fase di transizione è sottoposto ad una serie di sfide che cerchiamo qui di sintetizzare e che approfondiremo in una serie di articoli dedicati, ma che affronteremo nei nostri Imagination Lab, dedicati al mondo della consulenza.
La prima delle grandi sfide riguarda l’evoluzione del mestiere del consulente, la ridefinizione delle sue attività e le modalità in cui deve aggiornarsi per essere costantemente in grado di creare valore per i suoi clienti, rendendo le proprie competenze future proof.
EVOLUZIONE DEL MESTIERE DEL CONSULENTE DI IMPRESA
Il consulente è una figura professionale specializzata, che offre expertise, contenuti, comportamenti e altre risorse volte ad assistere i propri clienti in una specifica area (ad es. finanza, human resources, marketing, sistemi informativi) o in più ambiti specializzati. Il consulente aiuta i suoi committenti a vedere oltre l’ovvio, per comprendere una realtà in trasformazione, per identificare nuovi modelli di business, per intercettare nuove opportunità, per definire nuovi obiettivi, per adattare l’organizzazione ai nuovi contesti emergenti futuri, per definire e implementare nuovi processi, per sciogliere nodi e facilitare il processo decisionale, quando il cliente non sa o non vuole prendere decisioni che non sono più rinviabili.
Da tempo, non esiste più la figura del consulente puro, poichè oggi un intervento di un qualunque professionista della consulenza si è allargato ad altri ambiti che afferiscono altre professioni. Di conseguenza un buon professionista della consulenza deve includere nella sua “cassetta degli attrezzi” anche strumenti come gli scenari e le tecniche di foresight (del futurista, le tecniche di design thinking e di gestione dei progetti complessi (del designer), i modelli di gestione dei team (del facilitatore), le tecniche di risoluzione dei conflitti (del mediatore) i modelli andragogici (del formatore), le tecniche di sviluppo personale (del coach), i modelli di gestione strategica e operativa (del temporary management), i modelli di definizione di un corretto approccio o della definizione del valore (del valutatore), gli strumenti narrativi (del comunicatore), le tecniche di problem setting e problem solving (dei professionisti creativi).
Operare oggi come consulente, richiede una preparazione a 360 gradi e nuove competenze specifiche, che cercheremo di sintetizzare, concentrandoci in questo articolo su quattro nuove competenze specifiche per il consulente di impresa.
LE NUOVE COMPETENZE DEL CONSULENTE DI IMPRESA
Il professionista della consulenza si trova oggi, in questa particolare fase di transizione a dover sviluppare quattro specifiche competenze, senza poter contare su manuali, su corsi specifici o sulla propria esperienza. Dovrà pertanto contare sulla sua capacità di identificare un approccio personale adatto per l’ambito in cui dovrà operare
Osserviamole sinteticamente.
1)FOCALIZZAZIONE SUL VALORE DEL NUOVO SISTEMA DI OFFERTA
Definire in modo strategico le nuove competenze della consulenza è già una competenza per un consulente, non solo in funzione della scelta dei nuovi campi di expertise ma soprattutto della scelta del più corretto mix tra le scelte di skill enlargement e quelle di skill enrichment. Quale sarà il focus di valore per l’attività del consulente in un mondo in cui i confini tra settori e tra competenze diventa sempre più fluido?
2) APPRENDIMENTO VELOCE
Il consulente dovrà imparare molto in fretta qualcosa che non conosce, utilizzando le sue conoscenze e le sue risorse, per essere sempre un passo avanti rispetto al suo cliente. Dovrà operare come un integratore di conoscenze e di pratiche e dovrà sapersi adattare rapidamente ai cambiamenti dell’ambiente. Come ogni professionista della conoscenza, il consulente ha sviluppato specifiche capacità per apprendere velocemente nuove competenze, nuovi strumenti, nuove tecniche che afferiscono al suo ambito di competenza, ma in un mondo in rapida trasformazione, dovrà sviluppare un nuovo modello di apprendimento immaginativo in cui non è sempre facilmente determinabile a priori ciò che sia importante imparare. Come fa il consulente a definire con precisione il dominio di expertise che caratterizzerà il suo aggiornamento professionale permanente in un mondo veloce, incerto, interconnesso e complesso?
3) AGGIORNAMENTO INFORMATIVO
Il consulente dovrà progettare un radar informativo per essere costantemente informato su ciò che di rilevante sta succedendo nel suo ambito di attività. Dovrà pertanto dotarsi di strumenti per allargare la sua visuale e per imparare a filtrare le notizie rilevanti e per imparare a cogliere i segnali di cambiamento. Potrà utilizzare strumenti esperti, ma dovrà definire uno o più criteri per definire la rilevanza delle notizie da seguire. Come fa il consulente a definire il perimetro del suo radar informativo evitando di filtrare notizie importanti, ma anche di perdere eccessivamente tempo a leggere informazioni poco rilevanti? Con quali criteri definirà nel tempo la rilevanza delle informazioni che gli saranno utili per il suo lavoro?
4) TRASFERIMENTO DI CONOSCENZA
Il consulente, deve sempre di più poter gestire riunioni a distanza, gestire gruppi di lavoro in remoto, trasferire conoscenza, in tempi molto ristretti, mantenendo sempre elevata la concentrazione delle persone e valorizzando il loro apporto creativo, attraverso processi partecipativi ed inclusivi, che però possono variare in funzione dei diversi contesti e in funzione della composizione dei gruppi e dei team di lavoro. Dovrà sapere utilizzare gli strumenti di videocomunicazione e di gestione di remote working, ma dovrà imparare a sviluppare e utilizzare modelli di condivisione della conoscenza, adatti nei differenti contesti considerando i tempi di mantenimento dell’attenzione. Come fa il consulente a sviluppare modelli di Rapid Knowledge Transfer e coinvolgere il suo gruppo di lavoro nei processi di sviluppo collaborativo delle idee e delle nuove soluzioni?
Questi sono quattro ambiti in cui è possibile sviluppare nuove tecniche immaginative per fornire risposte concrete e specifiche per il mondo della consulenza, che affrontiamo nel nostro Adaptive Imagination Lab, rivolto ai professionisti della consulenza.
In prossimi articoli cercheremo di approfondire ulteriormente queste quattro competenze.
L’Adaptive Imagination Lab è uno dei laboratori creati da Imagination Design Coaching. Estendere, adattare, espandere i propri paradigmi di pensiero addestrando la capacità di leggere la realtà emergente e sviluppare strategie di adattamento immaginativo. Sviluppare la capacità di spiazzare, di cambiare le regole del gioco, di rimescolare le carte, attraverso un processo di educazione immaginativa, che insegni ad apprendere e a vedere il mondo con occhi nuovi e a danzare con l’incertezza. Allargare lo sguardo per estendere l’orizzonte delle possibilità, per intercettare nuove opportunità e per prepararsi a neutralizzare possibili minacce impreviste, sono gli obiettivi dell’Adaptive Imagination Lab. Per maggiori informazioni potete contattare Maurizio Goetz scrivendo a [email protected]
