Tecnologia, Piano di Resilienza e Salute. Colao missing in Health ?

Innovazione senza Salute?
Nel rapporto presentato al Parlamento, dal Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione Digitale, Vittorio Colao, non compare la parola sanità e neppure salute. Si parla una sola volta di Ospedali, e precisamente di “dare accesso a tutti con tutte le tecnologie utili per poterlo fare: fibra a casa, fixed wireless, 5G. Per raggiungere tutti incluse le scuole, gli ospedali, gli uffici pubblici e tutte le 18 isole minori entro il 2026.di
“Un’assenza davvero curiosa, tanto più che il (PNRR) Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza , al cui perfezionamento sta lavorando il governo, prevede un’intera “Missione”, la M6, articolata in due ampi capitoli di investimento:
- Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’ assistenza sanitaria territoriale
- Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale
C’è il rischio, grandissimo, che la salute, venga intesa, e poi “raccontata” e “percepita”, solo come assenza di malattia, come emergenza (ricorrente) e cura delle patologie, piuttosto che come una cultura con al centro la crescita e la persone. Una cultura fatta di ricerca, science literacy, industria avanzata, dati personali permanenti e sicuri, di umanità, assistenza e prevenzione etc.
La “Sanità” come sistema , non parla, se non occasionalmente, con le scelte di innovazione tecnologica. Medici, pazienti, operatori, cittadini, e strutture sono Isole nella Corrente (che resterà tumultuosa). Ospedali e centri di eccellenza sperimentano, spesso per loro conto, esperienze che non vengono trasferite, cittadini in caccia di aiuto, e cittadini che faticano a dare aiuto; una Telemedicina sperimentata a pioggia secondo la logica della “mano larga del seminatore”.
Cosa resta e come si trasferiscono le best practices? Come entrano nel patrimonio delle competenze le skills trasversali?
C’è poi un rischio soggettivo del digitale: cioè che, anche a causa del suo carattere giustamente pervasivo ed evolutivo, le ragioni ed i vantaggi profondi delle reti a banda larga, del superamento dei “divari”, dell’intensificazione della rivoluzione digitale (smart-working incluso) non “appaiano” come risposte concrete alle drammatiche esperienze sociali ed umane che continueremo a vivere nel campo della salute. Dati ed esperienze personali, (anche quelli raccolti personalmente) non si parlano tra loro, vengono usati poco e male, non si collegano, e rischiano persino di risultare ingiusti, insicuri e non accessibili. Le “Intelligenze artificiali” sono benedette ed indipensabili, ma devono contare sulla “supervisione costante dell’umano”

Per questo è nata nel 2020 “La Salute in Movimento” un manifesto-movimento con una larghissima partecipazione (oltre 200) di esperti, operatori non settoriali, privati e pubblici ed associazioni di cittadini, che chiedono che i “cambiamenti” strategici nella politica e nella cultura della Salute, abbiano indirizzi chiari, siano durevoli, giusti e “generino” nuove possibilità di vita, di lavoro e di cura. Cambiamenti utili e comprensibili alle persone.
Il mondo è corso avanti. La pandemia è stata insieme una catena ed uno tsunami. Una catena per la crescita, la libertà, la sopravvivenza dei più deboli, ma anche uno tsunami per la salute, le abitudini ed il futuro di tutti. I piani con i quali si impegnano le risorse delle prossime generazioni, parlano di ripresa e resilienza : parole con prefisso iterativo, che esprime duplicazione o ripetizione. Dovremmo starci attenti: nulla può essere come prima. Uno dei grandi rischi è il ritorno. Non si tratta solo di “re-sistenze”, il grande “revenant”, il vero possibile “spreco” pots-pandemico”, è la separazione, delle competenze, delle conoscenze scientifiche, dei corporativismi più o meno consapevoli. Si parla troppo di re-cupero, ri-pristino, ri-appropriazione, ri-uso, (o di massima precauzione) anche per non cambiare, pensando di non dover correre alcun rischio. Ogni pezzo, così, a partire dal management, tende a riprodursi e a proteggersi da nuove sfide e conoscenze, ad isolare il proprio sapere dagli altri e dai cittadini. La coazione a ripetere nei settori chiave (tecnologi con tecnologi, medici con medici, politici con politici) è un nemico che impedisce di governare i cambiamenti dell’epoca globale e veloce. La salute è un bene comune, un fine politico ed una scelta culturale.
Massimo Micucci
