L’immaginazione collettiva prospera nella cultura della differenza e dell’inclusione

Contrariamente a quanto si possa pensare, non è la quantità degli “stimoli” che ha un impatto sull’immaginazione di un’organizzazione e sulla conseguente capacità collettiva di generare nuove idee per supportare i processi innovativi, ma la loro varietà.
Tanto più diminuisce la capacità di comprendere ciò che succede all’esterno, per effetto degli ultra rapidi cambiamenti nell’ambiente esterno, tanto più deve aumentare la capacità di introspezione e di rafforzamento delle capacità immaginative, volte ad osservare la realtà in evoluzione con modelli interpretativi nuovi e a sviluppare la capacità di fare domande e di collegare fatti, idee, opinioni in modo nuovo.
E’ necessario integrare il pensiero progettuale orientato al futuro nei processi strategici per migliorare la capacità di decidere in condizioni di elevata incertezza e per potersi aprire ai cambiamenti.
L’immaginazione è una facolta residuale di riempimento che ci consente di colmare i gap di conoscenza.
E’ anche una facoltà di generazione progettuale che ci porta a visualizzare prima e a dare vita dopo a ciò che non c’è ancora.
Se la strategia «è l’arte delle conseguenze di ogni scelta di futuro», indagare come le persone nelle organizzazioni si rapportano al futuro in condizioni di incertezza, diventa nei periodi di trasformazione profonda, quali quelli in cui stiamo vivendo, una necessità fondamentale.
La strategia come disciplina viene definita come il processo di pianificazione e controllo delle azioni volte al raggiungimento di obiettivi predeterminati, il cui esito è incerto.
Nel mondo delle imprese, la finalità è quella di creare vantaggi competitivi nella produzione di valore, che viene riconosciuto come tale da un mercato e dall’ambiente in cui l’organizzazione è inserita.
Il pensiero strategico implica la capacità di esplorare i futuri possibili, probabili e desiderati e sfidare le convenzioni per creare, un ambiente fertile in grado di sviluppare una cultura dell’innovazione e di supportare il processo decisionale in condizioni di elevata incertezza, valorizzando il talento delle persone, per la continua creazione di valore nel tempo.
Non possiamo limitarci ad indagare l’immaginazione come capacità di visualizzazione di scenari futuri alternativi, ma dobbiamo anche favorire la diffusione di una cultura immaginativa, che porti allo sviluppo di un’organizzazione immaginativa che utilizzi l’apprendimento immaginativo trasformazionale (di cui parleremo in prossimi articoli) per creare strumenti cognitivi per affrontare il cambiamento e governare l’incertezza.
L’immaginazione trae alimento da punti di vista differenti e da diverse sollecitazioni che provengono dall’ambiente, prospera in un’organizzazione immaginativa, che valorizza le differenze e che permette a tutti i membri dell’organizzazione di fornire il loro contributo di idee.
Favorire la diversità degli apporti di idee e facilitare i processi di inclusività e di partecipazione delle persone, così come lavorare per abbattere gli steccati tra funzioni aziendali, ha un vantaggio diretto sulla qualità dei processi immaginativi nelle organizzazioni.
Da questo punto di vista, le organizzazioni dovrebbero lavorare, secondo la nostra esperienza, su quattro assi per favorire la circolazione delle nuove idee (come rappresentato nella figura — I piani dell’immaginazione e la diversità culturale):
- Asse umano — l’esperienza di altre persone della tua organizzazione
La differenza di punti di vista, favorisce il pensiero critico e quello sistemico e consente di analizzare qualunque tema da angolazioni differenti. Un processo immaginativo esteso dovrebbe coinvolgere persone che hanno storie, culture differenti e che operano in ambiti differenti all’interno dell’organizzazione.
2. Asse disciplinare — l’esperienza di altre discipline e altre aree del sapere.
Le organizzazioni quando si trovano di fronte a problemi specifici con cui hanno difficoltà a rapportarsi, spesso coinvolgono esperti e consulenti in grado di fornire un contributo di idee grazia alla loro expertise, ma nelle fasi di transizione, come quella in cui stiamo operando, spesso anche gli esperti si trovano disorientati di fronte alle discontinuità e agli choc, per questo è utile in questi casi, ascoltare opinioni che provengono da aree disciplinari differenti, al fine di avere pareri freschi e contributi differenti che potranno essere integrati in un pensiero multiforme.
3. Asse geografico — l’esperienza di persone di altre culture.
In un mondo multiculturale, è indispensabile comprendere come un qualsiasi tema, venga percepito da persone con una sensibilità culturale differente e questa differenza di visioni sarà sicuramente di fondamentale importanza, in un momento di crescente diffusione delle “imprese estese (extendend enterprises)” e degli “eco-sistemi di business” che si avvalgono di professionalità provenienti da diverse aree del mondo.
4. Asse temporale: il contributo del pensiero evolutivo e trasformativo
E’ probabilmente l’asse meno intuitivo, si tratta dello sviluppo della capacità di elaborare un pensiero proiettivo nell’organizzazione in grado di permettere l’osservazione della realtà emergente con gli occhi del futuro, sapendo porre le più corrette domande, per comprende ciò che sta cambiando e ciò che invece è destinato a rimanere immutato. Anche da questo punto è la varietà dei segnali deboli, che vanno nella stessa direzione ad offrire i migliori spunti per un’elaborazione immaginativa delle informazioni provenienti dall’ambiente.

Come abbiamo visto, l’immaginazione collettiva prospera nella cultura della differenza e dell’inclusione, perchè permette di raccogliere una quantità di stimoli differenti, che favorisce l’elaborazione di nuove idee, attraverso un allargamento della “mente collettiva” dell’organizzazione, oltre che rafforzare un sentimento di appartanenza all’organizzazione.
L’’Adaptive Imagination Lab” è uno dei laboratori creati da Imagination Design Coaching. Estendere, adattare, espandere i propri paradigmi di pensiero addestrando la capacità di leggere la realtà emergente e sviluppare strategie di adattamento immaginativo. Sviluppare la capacità di spiazzare, di cambiare le regole del gioco, di rimescolare le carte, attraverso un processo di educazione immaginativa, che insegni ad apprendere e a vedere il mondo con occhi nuovi e a danzare con l’incertezza. Allargare lo sguardo per estendere l’orizzonte delle possibilità, per intercettare nuove opportunità e per prepararsi a neutralizzare possibili minacce impreviste, sono gli obiettivi dell’Adaptive Imagination Lab. Per maggiori informazioni potete contattare Maurizio Goetz scrivendo a [email protected]
Ulteriori informazioni sui programmi di Imagination Design Coaching, sono disponibili qui.






