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Abstract

b37">La dieta, l’allenamento, le ore di riposo, le routine vengono controllate fin nel più minimo dettaglio. Una momentanea modifica in questo processo può rappresentare agli occhi del tennista, la causa per aver perso una partita, o al contrario può concedere quel motivo in più per aver ottenuto una inaspettata vittoria. Ecco perché tanti tennisti diventano così superstiziosi. Ogni piccolo e all’apparenza insignificante cambio nella routine può essere avvertito come determinante, perché la linea che divide routine e superstizione è molto sottile.</p><blockquote id="32d3"><p>La routine è una abitudine lentamente acquisita per mezzo della pratica e della esperienza, mentre la superstizione è una convinzione irrazionale che un comportamento ripetuto avrà un profondo impatto sull’esito di una partita.</p></blockquote><h2 id="4f85">André Agassi</h2><p id="eb73">Alla prima partita di un French Open, André si rese conto di non aver portato le mutande. Era disperato anche perché affrontava un avversario tosto e durante l’incontro, la preoccupazione che il pubblico notasse qualcosa era forte. Quella “distrazione” gli permise di giocare una delle sue più belle partite e da allora non le indossò mai più.</p><h2 id="1a99">Novak Djokovic</h2><p id="472c">Nole non usa mai la stessa doccia due volte consecutive. È convinto che il suo cane Pierre gli porti fortuna e lo vuole sempre con lui ai tornei. Fino a che non trova la giusta sequenza di rimbalzi prima del servizio non smette il palleggio, procurandosi a volte dei warning. Il massimo pare che siano stati 38.</p><h2 id="7f23">Roger Federer</h2><p id="6915">Qualcuno credeva che Re Roger non avesse manie? Avete ragione perché la sua è una ossessione, precisamente con il numero 8. Otto racchette, otto bottigliette, otto asciugamani. Deve assolutamente fare almeno otto ace nel riscaldamento e si asciuga la faccia otto volte tra un set e l’altro. Ah dimenticavo, ha vinto Wimbledon otto volte.</p><h2 id="41b6">Serena Williams</h2><p id="24a3">La regina del tennis vuole che il suo entourage si accomodi sulle tribune sempre nello stesso ordine. Porta in campo le ciabatte della doccia e non comincia fino a che le sue scarpe non siano allacciate in maniera perfettamente simmetrica. Fino a quando non perde non cambia le calze, usando sempre le stesse senza peraltro lavarle. Pare che si porti sempre dietro un libricino dove il padre le scrisse alcuni consigli su come affrontare le partite quando era bambina. Lei, nel tempo ha completato le pagine bianche scrivendo massime incoraggianti e leggendone una di queste durante una finale contro la sorella in cui stava perdendo, la aiutò a ribaltare il risultato. Da allora legge sempre un massima prima di entrare in campo.</p><h2 id="c529">Goran Ivanisevic</h2><p id="aa88">Era chiamato “zec” che significa coniglio, per la sua velocità in campo. Nel 2001 riesce a ott

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enere una wild-card per le qualificazioni al torneo di Wimbledon, era il numero 125 del mondo. Fu accompagnato solo dal padre perché credeva che la madre gli portasse sfortuna in quanto perse tre finali consecutive in tornei dove lei era presente. Arrivati in hotel accese la televisione inglese che stava trasmettendo i Teletubbies, poi scesero a cenare e lui prese una zuppa di pesce seguita da agnello arrosto con patate e riso. Il giorno dopo vinse la prima partita e la sera accese la televisione sui Teletubbies e poi scese a mangiare la zuppa di pesce seguita da agnello arrosto. Lo ripetette ogni giorno fino a conquistare la vittoria del prestigioso torneo diventando protagonista di quella favola moderna.</p><h2 id="d5f3">Rafa Nadal</h2><p id="1267">Ci vorrebbe un articolo solo per lui. Il re della terra rossa, oltre alla sistemazione delle bottigliette e alla maniacale routine prima della battuta, non passa mai per primo al cambio campo. Esattamente venti minuti prima del match si fa una doccia fredda, poi entra in campo con una racchetta in mano e sempre con il piede destro per primo, evitando di calpestare le linee. Posiziona il suo pass verso l’alto e si toglie la giacca saltellando. Apre un gel energetico e spreme la bustina quattro volte. Salta al lancio della moneta e esce dal campo sempre con il piede destro.</p><p id="dcff"><b>Kei Nishikori</b> non parla con i genitori fino a quando il torneo non è finito.</p><p id="8d69"><b>Bjorn Borg</b> non si faceva la barba dal primo all’ultimo round di Wimbledon.</p><p id="f8e5"><b>Jelena Dokic</b> vuole che i raccattapalle le lancino le palle da sotto. Fa sempre cinque palleggi al primo servizio e due palleggi al secondo.</p><p id="b4c6"><b>Jack Sock</b> vuole che i raccattapalle dal suo lato abbiano tre palle in mano.</p><p id="5b42"><b>Dominika Cibulkova</b> odora la palla prima di battere.</p><p id="e805"><b>Juan Martin Del Potro</b> vuole stare sempre nella stessa stanza di hotel.</p><p id="05d4"><b>Richard Gasquet</b> e <b>Dustin Brown</b> rivogliono la stessa palla con la quale hanno vinto il punto precedente.</p><p id="634b"><b>Maria Sharapova</b> non ha mai calpestato una linea tra un punto e l’altro.</p><p id="4cce"><b>Fabio Fognini</b> usa sempre la stessa doccia.</p><p id="b480"><b>Jannik Sinner</b> fa rimbalzare la palla cinque volte nella prima di servizio e quattro nella seconda.</p><p id="b670">Se ultimamente hai difficoltà a vincere qualche partita, forse stai entrando in campo con il piede sbagliato, oppure hai lavato le calze dopo l’ultima vittoria? Potresti provare a sistemare la bottiglia con l’etichetta verso il campo, o evitare di calpestare le linee, ma se proprio niente funziona, perché non provare a vedere qualche puntata dei Teletubbies?</p><blockquote id="b564"><p>Chi di voi ha qualche piccola mania, o porta con sé un amuleto?</p></blockquote></article></body>

Le Superstizioni Dei Tennisti

Curiosità sui protagonisti dello sport più bello del mondo

Photo by Manny Becerra on Unsplash

Tennis, uno sport spietato

Per chi non è addetto ai lavori, il tennista potrebbe apparire come una persona che si dà molte arie perché fa la “bella vita”, viziato, riverito ma pieno di strani tic. Sempre in viaggio, pieni di soldi, acclamati dai fans e quei tappeti rossi pronti a spiegarsi al loro passaggio innalzano i principali protagonisti a una condizione di semidei venerati da molti, ma poi criticati quando dimostrano il loro lato “umano”.

Pochi sanno in realtà che i tennisti fanno dei sacrifici incommensurabili che non tutti sono disposti a fare. Infatti la maggior parte di chi ha abbandonato, non ha avuto la forza o la volontà di affrontare l’impervio cammino del tennis fatto di dedizione, sforzo, abnegazione, privazione volontaria e rinunzia che non garantisce in ogni caso il successo. Più si scala per raggiungere la vetta e più peso si aggiunge sulle spalle: aumentano la competizione, gli sforzi, le critiche, gli allenamenti, le attenzioni, la carica fisica e mentale.

Il tennista ha un rapporto di amore/odio con la bilancia e tutto ciò che essa rappresenta. Dal semplice controllo del proprio peso e di quello del cibo da ingerire, al bilanciamento muscolare. Il corpo deve essere bilanciato al momento dell’impatto con la pallina, e si parla di bilancio dopo un torneo. Il bilanciamento mentale è tanto importante quanto la capacità di colpire una sfera di gomma pressurizzata impugnando il manico di un telaio che avvolge un reticolato.

A volte, anzi spesso, questi sacrifici vengono vanificati in un secondo. Anni di lavoro e di pieno coinvolgimento per raggiungere obbiettivi comuni a migliaia di altre persone, ma l’avversario ti ha fatto l’ultimo punto e sei fuori, o peggio, hai fatto un errore. E quindi bisogna ritornare ad allenarsi con più impegno, con più dedizione e serietà perché nel tennis, tanti partecipano ma solo uno vince.

Non ci vuole solo tanta, molta, abbondante, smisurata preparazione fisica e mentale ma anche un pizzico di considerazione da parte della dea bendata. Sì perché in una partita dove i contendenti sono più o meno alla pari, il risultato viene determinato da episodi. Sono piccoli e sfuggenti momenti di genialità, di forza mentale, di freddezza, di voglia, di fortuna, di autostima, prodotti da ore e ore di rigorosa e maniacale preparazione.

La dieta, l’allenamento, le ore di riposo, le routine vengono controllate fin nel più minimo dettaglio. Una momentanea modifica in questo processo può rappresentare agli occhi del tennista, la causa per aver perso una partita, o al contrario può concedere quel motivo in più per aver ottenuto una inaspettata vittoria. Ecco perché tanti tennisti diventano così superstiziosi. Ogni piccolo e all’apparenza insignificante cambio nella routine può essere avvertito come determinante, perché la linea che divide routine e superstizione è molto sottile.

La routine è una abitudine lentamente acquisita per mezzo della pratica e della esperienza, mentre la superstizione è una convinzione irrazionale che un comportamento ripetuto avrà un profondo impatto sull’esito di una partita.

André Agassi

Alla prima partita di un French Open, André si rese conto di non aver portato le mutande. Era disperato anche perché affrontava un avversario tosto e durante l’incontro, la preoccupazione che il pubblico notasse qualcosa era forte. Quella “distrazione” gli permise di giocare una delle sue più belle partite e da allora non le indossò mai più.

Novak Djokovic

Nole non usa mai la stessa doccia due volte consecutive. È convinto che il suo cane Pierre gli porti fortuna e lo vuole sempre con lui ai tornei. Fino a che non trova la giusta sequenza di rimbalzi prima del servizio non smette il palleggio, procurandosi a volte dei warning. Il massimo pare che siano stati 38.

Roger Federer

Qualcuno credeva che Re Roger non avesse manie? Avete ragione perché la sua è una ossessione, precisamente con il numero 8. Otto racchette, otto bottigliette, otto asciugamani. Deve assolutamente fare almeno otto ace nel riscaldamento e si asciuga la faccia otto volte tra un set e l’altro. Ah dimenticavo, ha vinto Wimbledon otto volte.

Serena Williams

La regina del tennis vuole che il suo entourage si accomodi sulle tribune sempre nello stesso ordine. Porta in campo le ciabatte della doccia e non comincia fino a che le sue scarpe non siano allacciate in maniera perfettamente simmetrica. Fino a quando non perde non cambia le calze, usando sempre le stesse senza peraltro lavarle. Pare che si porti sempre dietro un libricino dove il padre le scrisse alcuni consigli su come affrontare le partite quando era bambina. Lei, nel tempo ha completato le pagine bianche scrivendo massime incoraggianti e leggendone una di queste durante una finale contro la sorella in cui stava perdendo, la aiutò a ribaltare il risultato. Da allora legge sempre un massima prima di entrare in campo.

Goran Ivanisevic

Era chiamato “zec” che significa coniglio, per la sua velocità in campo. Nel 2001 riesce a ottenere una wild-card per le qualificazioni al torneo di Wimbledon, era il numero 125 del mondo. Fu accompagnato solo dal padre perché credeva che la madre gli portasse sfortuna in quanto perse tre finali consecutive in tornei dove lei era presente. Arrivati in hotel accese la televisione inglese che stava trasmettendo i Teletubbies, poi scesero a cenare e lui prese una zuppa di pesce seguita da agnello arrosto con patate e riso. Il giorno dopo vinse la prima partita e la sera accese la televisione sui Teletubbies e poi scese a mangiare la zuppa di pesce seguita da agnello arrosto. Lo ripetette ogni giorno fino a conquistare la vittoria del prestigioso torneo diventando protagonista di quella favola moderna.

Rafa Nadal

Ci vorrebbe un articolo solo per lui. Il re della terra rossa, oltre alla sistemazione delle bottigliette e alla maniacale routine prima della battuta, non passa mai per primo al cambio campo. Esattamente venti minuti prima del match si fa una doccia fredda, poi entra in campo con una racchetta in mano e sempre con il piede destro per primo, evitando di calpestare le linee. Posiziona il suo pass verso l’alto e si toglie la giacca saltellando. Apre un gel energetico e spreme la bustina quattro volte. Salta al lancio della moneta e esce dal campo sempre con il piede destro.

Kei Nishikori non parla con i genitori fino a quando il torneo non è finito.

Bjorn Borg non si faceva la barba dal primo all’ultimo round di Wimbledon.

Jelena Dokic vuole che i raccattapalle le lancino le palle da sotto. Fa sempre cinque palleggi al primo servizio e due palleggi al secondo.

Jack Sock vuole che i raccattapalle dal suo lato abbiano tre palle in mano.

Dominika Cibulkova odora la palla prima di battere.

Juan Martin Del Potro vuole stare sempre nella stessa stanza di hotel.

Richard Gasquet e Dustin Brown rivogliono la stessa palla con la quale hanno vinto il punto precedente.

Maria Sharapova non ha mai calpestato una linea tra un punto e l’altro.

Fabio Fognini usa sempre la stessa doccia.

Jannik Sinner fa rimbalzare la palla cinque volte nella prima di servizio e quattro nella seconda.

Se ultimamente hai difficoltà a vincere qualche partita, forse stai entrando in campo con il piede sbagliato, oppure hai lavato le calze dopo l’ultima vittoria? Potresti provare a sistemare la bottiglia con l’etichetta verso il campo, o evitare di calpestare le linee, ma se proprio niente funziona, perché non provare a vedere qualche puntata dei Teletubbies?

Chi di voi ha qualche piccola mania, o porta con sé un amuleto?

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