
LA PANDEMIA GEOPOLITICA E L’ENTROPIA SOCIALE GLOBALE
di Luca Falace
07 Giugno 2020
“Non indignarsi di fronte all’ingiustizia equivale ad esserne complice.”
GIUSTIZIA, ARTE, FILOSOFIA
Tale scritto non è indirizzato a nessun governo, nessuna nazione, nessun politico, nessun medico. Tale scritto è la descrizione palese di una lucida analisi della situazione storica di un sistema geopolitico globale. Dove è evidente un globale conflitto tra le grandi potenze economiche.
Alcuni articoli della mia rivista dal titolo: “L’Arte Intellettuale”, sono nati durante questa emergenza globalizzata al sevizio dei soliti interessi geopolitici, che si adattano ora con la globalizzazione, su scena planetaria. Il sistema dei poteri forti, in un primo momento, non ha lasciato scelta ai governi tecnici prestabiliti dal sistema stesso, ma allo stesso tempo molti di essi, si sono prestati in maniera offensiva nei confronti dell’intelligenza umana e oppressori di povere genti.
Questo articolo nasce principalmente, per non dimenticare la causa della mancanza di rispetto, nei confronti dell’intelligenza e della preparazione culturale, di tutte le menti evolute intellettuali e del maltrattamento delle società civili inerti e delle povere popolazioni.
In primis la mancanza di rispetto, per tutte le persone con competenze intellettuali, tutti gli storici, i geopolitici, gli studiosi, gli scienziati, i psicologi, i medici evoluti, giornalisti, editori, ecc. tutte le persone intelligenti ed intellettuali, che sono state umiliate, perché trattate come stupide offendendo la loro cultura e la loro intelligenza e preparazione. In quanto solo osservando ogni minima sfumatura del volto, della postura, del tono della voce di in individuo, tali persone sono in grado di comprendere l’altro. Figuriamoci il senso del discorso, delle frasi, degli argomenti inutili e tecnici, per deviare la realtà dei fatti e la facile comprensione del così palese attuale assetto geopolitico, permettendo di attuare seppur nelle coloniali Repubbliche europee eventi di tirannide servendosi della maggior parte degli automi dipendenti pubblici.
Ogni politico tecnico voluto dal sistema, e ogni dipendente del sistema avrebbe almeno dovuto prima di tutto mettere in luce la propria umiltà, nel modo di comunicare, e poi far emergere l’utilizzo dello strumento della democratica responsabilità individuale e collettiva.
L’utilizzo dalla forza morale della democrazia; non l’umiliazione di menti evolute, erudite e colte della nostra società, trattandole come stupide e offendendo in questo modo l’intelligenza e la Cultura.
Inoltre ancor peggio, le stesse vite umane sono state trattate come numeri, in relazione al fattore economico sociale, violando tutti i diritti umani. In quasi tutte le nazioni del mondo si è evidenziata tale similitudine ricorrente con l’evidente mietitura del capitale umano.
Stiamo vivendo un periodo storico di entropia sociale globale. Questa fase storica verrà nel tempo analizzata, studiata nei minimi particolari e l’evidenza dei fatti non può essere confutata. In tal senso come studioso mi dissocio dalla politica di questo sistema globale.
La storia insegna; sappiamo già come questo andamento protratto nel tempo, questa metodologia di tirannide del salvatore-oppressore, con la scusa di un argomento o di una situazione da controllare e salvare, porti alla mancanza di rispetto verso gli esseri umani, alla tirannide, all’abuso di potere, alla degenerazione del pensiero, all’ipnosi della massa debole e ignorante, al genocidio delle povere popolazioni.
“Non indignarsi di fronte all’ingiustizia equivale ad esserne complice”.
In tal senso la pubblicazione di tale scritto è la documentazione in data certa della mia non complicità di un sistema palese, che pone le sue basi non sui diritti dell’uomo, ma sulla materia economica e sull’esperimento del controllo e dello sfruttamento degli esseri umani considerati in modo alterno prima come capitale umano e dopo come rottamazione di questo.
07 Giugno 2020.
Luca Falace






