La fine dell’ordine o la fine del mondo?

Tutto il Medio Oriente è stato “libanizzato” dai padroni dell’Islam, sulla testa dei popoli, minando l’esistenza e la sicurezza degli stati e delle persone.
Dei palestinesi non importa nulla alla maggioranza delle forze che li sostengono, forse persino meno (per vari motivi) di chi li avversa.
- Tra gli attori dell’area il più crudele e destabilizzante é l’Iran, il più debole ma devastante, su scala globale è la Russia; su scala regionale si contendono il primato la Siria ed i terroristi di Hamas. Israele non è mai stato il peggiore dei mali per i palestinesi. Tutti gli arabi attaccarono Israele appena nato. I giordani (che hanno occupato la Cisgiordania dal ’48 al ’67) cannoneggiarono i fedayn palestinesi, nel settembre del 1970, dopo la sconfitta araba della guerra dei 6 giorni.
- Una guerra civile (estero-diretta) dal 1975 e il 1990 trasformò il Libano nella “terra di mezzo” dei palestinesi, poi in ampo di incursioni prima dell’OLP e degli interventi israeliani, ma anche delle mire espansionistiche della Grande Siria, poi è venuta Amal, poi di Hezbollah.

Hamas e Hezbollah sottomettono palestinesi e libanesi come i nazisti sottomettevano una parte dei tedeschi con la propaganda da un lato e i campi di sterminio dall’altro. La via degli accordi di Abramo, ormai bombardata, risulta utile ma è parziale ed insufficiente, mentre la pace di Oslo resta quasi un mito irraggiungibile. La questione palestinese insomma viene sbandierata per coprire ipocrisie, sulla testa dei disgraziatissimi rifugiati e per negare l’esistenza dello Stato di Israele.
- Gaza: una prigione a cielo aperto? Si, ma è Hamas che tiene chiusi i palestinesi sfruttandone la disperazione (vera), distoglie gli aiuti in favore della guerra. Una dittatura ideologica su miloni di scudi umani finanziata sia da governi canaglia che dalle Nazoni Unite.
- Gli attacchi dei terroristi e le scelte propagandiste di diversi governi Israeliani si sono “tenuti”, ma, ad oggi, è impossibile ogni comparazione tra “lo stato dei fatti e dei diritti” a Gaza e lo Stato di Israele.
- Davanti alle crudeltà cui assistiamo ogni parallelo è assurdo, . Gli Israeliani protestano contro il loro governo, gli Arabi mai; se lo facessero verrebbero repressi dai “signori dell’Islam”
- Le mobilitazioni “ne-neiste”, equidistanti o pro-Hamas in occidente invece sono un segno di tempi. La radicalità e l’antisemitismo di stati e poteri imperiali o autoritari, terroristici o confessionali è un’onda sotterranea globale, che sta portando tutto il mondo verso una storia inedita e sconosciuta.
Perchè prevale il disordine?

- L’Occidente “non abbaia”, anzi vive da tempo una crisi di identità, il paradosso post-moderno del “Fantasma della Libertà” (il film di Buñuel nel ‘74): ha via via respinto, rinnegato e decostruito ragione e ragionevolezza in spregio ai principi dell’89, ha evocato la fucilazione dipinta da Goya del “Tres de Mayo” , chiamando a sè le folle reazionarie a gridare “¡Vivan las Cadenas!”, ha applaudito i killer, deriso di icone e valori. Cambiare verso a questa subordinazione verso il disordine multipolare, sarà molto difficile.
I punti che vengono in mente, allora, per andare oltre la crisi
- Le possbilità della pace (dall’Ucraina al Medio Oriente e fino all’area Indo Pacifica) passano da nuove alleanze e da un nuova deterrenza. Il pacifismo senza strumenti è solo un progetto di ingiustizia, sottomissione e guerra.
- Nessuno può farcela da solo e tantomeno l’Africa ed il Medio Oriente. Non ha fallito solo il colonialismo, ma anche la decolonizzazione e le stesse élites post-coloniali. Perciò il rilancio della cooperazione deve avvenire su basi franche e sostenibili. Non un’alleanza coi Brics , ma costruire equamente, solo assieme a chi è volenteroso e responsabile.
- Il dialogo con paesi che hanno regimi ed orientamenti diversi deve fondarsi sulla chiarezza, sulla difesa e la rivendicazione ragionevole dei valori illuministici e sul rispetto di criteri di non aggressione e obbiettivi di stabilità, cosi anche la collaborazione economica.
- Senza contrastare l’aggressività non è possibile risolvere le tensioni specifiche e locali, e nemmeno migliorare la situazione di palestinesi ed israeliani, e per riuscirci “i volenterosi” ed “i simili” debbono unirsi ..e rafforzarsi e si torna al punto 1 : la pace col rafforzamento della sicurezza e della deterrenza contro i terrorismi e stati canaglia.
- L’occidente e l’Europa che hanno finito per vergognarsi dell’illuminismo e dell’umanesimo: devono uscire dal trauma, o finiranno per soccombere alle illusioni autoritarie e nazionaliste. Rischiano di rinunciare ad un ordine comune per subire un disordine multipolare .
Senza questa ricostruzione non è possibile crescere, né avere giustizia, né lavorare ad alcun miglioramento ecologico.
Un consiglio: rileggere, per ricordarsene, Oriana Fallaci sull’attentato alle Torri Gemelle, non per darle ragione su ogni virgola, ma per ritrovare, in un momento di Rabbia, almeno un po’ di Orgoglio.
