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Abstract

omettevano una parte dei tedeschi con la propaganda da un lato e i campi di sterminio dall’altro. La via degli accordi di Abramo, ormai bombardata, risulta utile ma è parziale ed insufficiente<b>,</b> mentre la pace di <b>Oslo</b> resta quasi un mito irraggiungibile. La <i>questione palestinese</i> insomma viene sbandierata per coprire ipocrisie, sulla testa dei disgraziatissimi rifugiati e per negare l’esistenza dello Stato di Israele.</p></blockquote><ul><li><b><i>Gaza</i></b>: u<i>na prigione</i> a <i>cielo aperto? </i>Si, ma è Hamas che tiene chiusi i palestinesi sfruttandone la disperazione (vera), distoglie gli aiuti in favore della guerra. Una dittatura ideologica su miloni di scudi umani finanziata sia da governi canaglia che dalle Nazoni Unite.</li><li>Gli attacchi dei terroristi e le scelte propagandiste di diversi governi Israeliani si sono “tenuti”, ma, ad oggi, è impossibile ogni comparazione tra “lo stato dei fatti e dei diritti” a Gaza e lo Stato di Israele.</li><li>Davanti alle crudeltà cui assistiamo <b>ogni parallelo è assurdo</b>, . Gli Israeliani protestano contro il loro governo, gli Arabi mai; se lo facessero verrebbero repressi dai <b>“signori dell’Islam”</b></li><li>Le mobilitazioni “<i>ne-neiste</i>”, equidistanti o pro-Hamas in occidente invece sono un segno di tempi. La radicalità e l’<i>antisemitismo </i>di stati e poteri imperiali o autoritari, terroristici o confessionali è un’onda sotterranea globale, che sta portando tutto il mondo verso una <b><i>storia inedita </i></b>e sconosciuta.</li></ul><p id="52d1"><b>Perchè prevale il disordine?</b></p><figure id="97bf"><img src="https://cdn-images-1.readmedium.com/v2/resize:fit:800/1*hfPcJ2_cVkLR-v3W4j3R_Q.jpeg"><figcaption>Copyrighted, <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=2994899">https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=2994899</a></figcaption></figure><ul><li>L’Occidente “<b>non</b> <b>abbaia”,</b> anzi vive da tempo una crisi di identità, il paradosso <i>post-moderno </i>del <b>“Fantasma della Libertà”</b> (il film di Buñuel nel ‘74): ha via via respinto, rinnegato e <i>decostruito</i> ragione e ragionevolezza in spregio ai principi dell’89, ha evocato la fucilazione dipinta da Goya del “Tres de Mayo” , chiamando a sè le <i>folle reazionarie</i> a gridare <i>“¡Vivan las Cadenas!</i>”,

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ha applaudito i killer, deriso di icone e valori. Cambiare verso a questa <i>subordinazione</i> <i>verso il disordine multipolare, </i>sarà molto difficile.</li></ul><p id="c0f4">I punti che vengono in mente, allora, per andare oltre la crisi</p><ol><li>Le possbilità della pace (dall’Ucraina al Medio Oriente e fino all’area Indo Pacifica) passano da <b>nuove alleanze</b> e da un <b>nuova deterrenza</b>. Il pacifismo senza strumenti è solo un progetto di ingiustizia, sottomissione e guerra.</li><li><b>Nessuno può farcela da solo</b> e tantomeno l’Africa ed il Medio Oriente. Non ha fallito solo il colonialismo, ma anche la decolonizzazione e le stesse élites post-coloniali. Perciò il rilancio della cooperazione deve avvenire su basi franche e sostenibili. Non un’<b>alleanza coi Brics</b> , ma costruire equamente, solo assieme a chi è volenteroso e responsabile.</li><li>Il <b>dialogo </b>con paesi che hanno regimi ed orientamenti diversi deve fondarsi sulla chiarezza, sulla difesa e la rivendicazione ragionevole dei valori illuministici e sul rispetto di criteri di non aggressione e obbiettivi di stabilità, cosi anche la collaborazione economica.</li><li>Senza contrastare l’aggressività non è possibile risolvere le tensioni specifiche e locali, e nemmeno migliorare la situazione di palestinesi ed israeliani, e per riuscirci “i volenterosi” ed “i simili” debbono unirsi ..e rafforzarsi e si torna al punto 1 : la pace col rafforzamento della sicurezza e della deterrenza contro i terrorismi e stati canaglia.</li><li>L’occidente e l’Europa che hanno finito per vergognarsi dell’illuminismo e dell’umanesimo: devono uscire dal trauma, o finiranno per soccombere alle illusioni autoritarie e nazionaliste. Rischiano di rinunciare ad <b>un ordine comune</b> per subire un disordine multipolare .</li></ol><p id="1569">Senza questa <b>ricostruzione</b> non è possibile crescere, né avere giustizia, né lavorare ad alcun miglioramento ecologico.</p><p id="d876"><i>Un consiglio: </i>rileggere, per ricordarsene, <a href="https://centropacecorrie.files.wordpress.com/2015/12/oriana-fallaci_rabbiaorgoglio.pdf">Oriana Fallaci</a> sull’attentato alle Torri Gemelle, non per darle ragione su ogni virgola, ma per ritrovare, in un momento di <i>Rabbia,</i> almeno un po’ di <i>Orgoglio.</i></p></article></body>

La fine dell’ordine o la fine del mondo?

Il Regno di Davide

Tutto il Medio Oriente è stato “libanizzato” dai padroni dell’Islam, sulla testa dei popoli, minando l’esistenza e la sicurezza degli stati e delle persone.

Dei palestinesi non importa nulla alla maggioranza delle forze che li sostengono, forse persino meno (per vari motivi) di chi li avversa.

- Tra gli attori dell’area il più crudele e destabilizzante é l’Iran, il più debole ma devastante, su scala globale è la Russia; su scala regionale si contendono il primato la Siria ed i terroristi di Hamas. Israele non è mai stato il peggiore dei mali per i palestinesi. Tutti gli arabi attaccarono Israele appena nato. I giordani (che hanno occupato la Cisgiordania dal ’48 al ’67) cannoneggiarono i fedayn palestinesi, nel settembre del 1970, dopo la sconfitta araba della guerra dei 6 giorni.

- Una guerra civile (estero-diretta) dal 1975 e il 1990 trasformò il Libano nella “terra di mezzo” dei palestinesi, poi in ampo di incursioni prima dell’OLP e degli interventi israeliani, ma anche delle mire espansionistiche della Grande Siria, poi è venuta Amal, poi di Hezbollah.

Di James Case from Philadelphia, Mississippi, U.S.A. - Lebanese Army, Beirut, Lebanon 1982, CC BY 2.0,

Hamas e Hezbollah sottomettono palestinesi e libanesi come i nazisti sottomettevano una parte dei tedeschi con la propaganda da un lato e i campi di sterminio dall’altro. La via degli accordi di Abramo, ormai bombardata, risulta utile ma è parziale ed insufficiente, mentre la pace di Oslo resta quasi un mito irraggiungibile. La questione palestinese insomma viene sbandierata per coprire ipocrisie, sulla testa dei disgraziatissimi rifugiati e per negare l’esistenza dello Stato di Israele.

  • Gaza: una prigione a cielo aperto? Si, ma è Hamas che tiene chiusi i palestinesi sfruttandone la disperazione (vera), distoglie gli aiuti in favore della guerra. Una dittatura ideologica su miloni di scudi umani finanziata sia da governi canaglia che dalle Nazoni Unite.
  • Gli attacchi dei terroristi e le scelte propagandiste di diversi governi Israeliani si sono “tenuti”, ma, ad oggi, è impossibile ogni comparazione tra “lo stato dei fatti e dei diritti” a Gaza e lo Stato di Israele.
  • Davanti alle crudeltà cui assistiamo ogni parallelo è assurdo, . Gli Israeliani protestano contro il loro governo, gli Arabi mai; se lo facessero verrebbero repressi dai “signori dell’Islam”
  • Le mobilitazioni “ne-neiste”, equidistanti o pro-Hamas in occidente invece sono un segno di tempi. La radicalità e l’antisemitismo di stati e poteri imperiali o autoritari, terroristici o confessionali è un’onda sotterranea globale, che sta portando tutto il mondo verso una storia inedita e sconosciuta.

Perchè prevale il disordine?

Copyrighted, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=2994899
  • L’Occidente “non abbaia”, anzi vive da tempo una crisi di identità, il paradosso post-moderno del “Fantasma della Libertà” (il film di Buñuel nel ‘74): ha via via respinto, rinnegato e decostruito ragione e ragionevolezza in spregio ai principi dell’89, ha evocato la fucilazione dipinta da Goya del “Tres de Mayo” , chiamando a sè le folle reazionarie a gridare “¡Vivan las Cadenas!”, ha applaudito i killer, deriso di icone e valori. Cambiare verso a questa subordinazione verso il disordine multipolare, sarà molto difficile.

I punti che vengono in mente, allora, per andare oltre la crisi

  1. Le possbilità della pace (dall’Ucraina al Medio Oriente e fino all’area Indo Pacifica) passano da nuove alleanze e da un nuova deterrenza. Il pacifismo senza strumenti è solo un progetto di ingiustizia, sottomissione e guerra.
  2. Nessuno può farcela da solo e tantomeno l’Africa ed il Medio Oriente. Non ha fallito solo il colonialismo, ma anche la decolonizzazione e le stesse élites post-coloniali. Perciò il rilancio della cooperazione deve avvenire su basi franche e sostenibili. Non un’alleanza coi Brics , ma costruire equamente, solo assieme a chi è volenteroso e responsabile.
  3. Il dialogo con paesi che hanno regimi ed orientamenti diversi deve fondarsi sulla chiarezza, sulla difesa e la rivendicazione ragionevole dei valori illuministici e sul rispetto di criteri di non aggressione e obbiettivi di stabilità, cosi anche la collaborazione economica.
  4. Senza contrastare l’aggressività non è possibile risolvere le tensioni specifiche e locali, e nemmeno migliorare la situazione di palestinesi ed israeliani, e per riuscirci “i volenterosi” ed “i simili” debbono unirsi ..e rafforzarsi e si torna al punto 1 : la pace col rafforzamento della sicurezza e della deterrenza contro i terrorismi e stati canaglia.
  5. L’occidente e l’Europa che hanno finito per vergognarsi dell’illuminismo e dell’umanesimo: devono uscire dal trauma, o finiranno per soccombere alle illusioni autoritarie e nazionaliste. Rischiano di rinunciare ad un ordine comune per subire un disordine multipolare .

Senza questa ricostruzione non è possibile crescere, né avere giustizia, né lavorare ad alcun miglioramento ecologico.

Un consiglio: rileggere, per ricordarsene, Oriana Fallaci sull’attentato alle Torri Gemelle, non per darle ragione su ogni virgola, ma per ritrovare, in un momento di Rabbia, almeno un po’ di Orgoglio.

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