Intersezionale…futura umanità (?)
Immagine generata con Dall-e
Elly Schlein , neosegretaria del PD nella sua mozione dichiara tra l’altro: “Questo insegna l’approccio intersezionale, che i sistemi discriminatori e oppressivi non agiscono isolati ma interagiscono tra loro rafforzandosi. Quindi non abbiamo scelta: dobbiamo unire le lotte per la giustizia climatica e sociale, per i diritti sociali e civili.” cosa vuole dire intersezionale. Una parola con cui avremo a che fare, che in Italia appare per la prima volta nel lessico politico. Che vuol dire ?
Chiediamo, anche a Chat GPT, cosa vuole dire ?
Quando Elly Schlein parla di “approccio intersezionale”, si riferisce alla teoria dell’intersezionalità, che mette in relazione diverse forme di oppressione, discriminazione e privilegio che le persone possono subire a causa di caratteristiche come la razza, il genere, la classe sociale, l’orientamento sessuale, l’età, la disabilità e così via.
L’approccio intersezionale implica che le diverse forme di oppressione non agiscono in modo isolato, ma si influenzano reciprocamente, creando una complessa interazione di disuguaglianze. Ad esempio, una donna trans nera potrebbe subire una forma di discriminazione che non è la semplice somma della discriminazione razziale, sessuale e di identità di genere, ma una forma di discriminazione specifica che deriva dall’intersezione delle tre.
In base a questo approccio, le diverse lotte per la giustizia sociale, per i diritti civili, per la giustizia climatica e per i diritti sociali, devono essere analizzate e affrontate in modo interconnesso.
In sintesi, l’approccio intersezionale implica che le lotte per la giustizia sociale non possono essere affrontate separatamente, ma devono essere integrate e affrontate insieme, riconoscendo la complessità delle esperienze di oppressione e lavorando per creare una società più equa e giusta per tutti.
Cosa è esattamente l’intersezionalismo ?
L’intersezionalismo è una teoria che mette in relazione diverse forme di oppressione, ed è stata sviluppata da attivisti e studiosi delle scienze sociali
Secondo l’intersezionalismo, le persone non possono essere considerate solo in base a una singola categoria di appartenenza, come ad esempio la razza o il genere, ma devono essere considerate nella loro interezza, in quanto le diverse categorie si influenzano reciprocamente. Ad esempio, una donna nera potrebbe subire una forma di discriminazione che non è la semplice somma della discriminazione razziale e sessuale, ma una forma di discriminazione specifica che deriva dall’intersezione delle due.
L’intersezionalismo è snato come una teoria femminista e antirazzista, ma è stato applicato anche ad altre forme di oppressione e discriminazione. L’obiettivo è di evidenziare le complessità delle esperienze e di creare una maggiore consapevolezza dei diversi modi in cui le disuguaglianze possono essere combattute.
Chi sono i teorici dell’intersezionalismo negli USA ?
Ci sono diversi teorici dell’intersezionalismo negli USA che hanno contribuito alla definizione e alla diffusione di questa teoria :
- Kimberlé Crenshaw — È stata la prima a coniare il termine “intersezionalità” e ha sviluppato la teoria dell’intersezionalità attraverso il suo lavoro sui diritti delle donne afroamericane . Ha sottolineato come le donne nere fossero escluse sia dal movimento femminista che da quello per i diritti civili a causa della loro intersezione di genere e razza.
- Patricia Hill Collins — ha contribuito alla teoria sottolineando l’importanza di considerare la prospettiva delle donne nere e la loro posizione all’interno della società americana.
- Bell Hooks — È una scrittrice e attivista che ha lavorato su femminismo, razza e classe sociale. Suggerisce di guardare assieme questioni di genere e razza in relazione alle questioni economiche e sociali.
- Audre Lorde — Poetessa e attivista lesbica che ha scritto sulla relazione tra oppressione sessuale, razziale e di classe. Ha sottolineato l’importanza di combattere tutte le forme di oppressione e di lavorare per un mondo più giusto.
Che rapporto c’è queste teorie e le teorie woke?
L’intersezionalismo e le teorie woke (o “sveglie” in italiano) sono correlate ma non sono la stessa cosa. Si occupano entrambe di analizzare il potere e le disuguaglianze sociali, ma si concentrano su aspetti differenti.
L’intersezionalismo, come abbiamo detto, riguarda come le forme di oppressione connettono e si combinano per creare disuguaglianze complesse e multidimensionali. Riguarda la complessità delle esperienze di oppressione delle persone e la necessità di considerare le appartenenze in relazione l’una all’altra.
Le teorie woke, si concentrano sulla consapevolezza e la lotta contro l’oppressione e il razzismo . Queste teorie si basano sulla consapevolezza dei privilegi e delle disuguaglianze, sia a livello individuale che sistemico, e sulla necessità di agire per creare una società più giusta ed equa.
Entrambe hanno origini nella lotta per i diritti civili negli Stati Uniti . Sebbene ci siano alcune sovrapposizioni tra le due teorie, sono comunque distinte e si concentrano su aspetti differenti.
Il rapporto tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il Partito Democratico e i sostenitori del movimento woke è complesso e spesso oggetto di dibattito.
Il movimento woke, come abbiamo accennato in precedenza si concentra sulla lotta contro l’oppressione e il razzismo nella società. Mobilita attivisti, scrittori e influencer, spesso associati alla sinistra progressista. I democratici, come partito politico di sinistra, sono spesso considerati vicini, ma ci sono anche opinioni divergenti all’interno del partito.
Joe Biden, come presidente, ha cercato di mostrarsi aperto ai temi delle disuguaglianze sociali e del razzismo sistematico, adottando politiche di promozione dell’equità razziale, la riforma della giustizia penale e la lotta alla discriminazione contro le persone LGBTQ+. Ci sono però critiche dell’ala radicale definita a volte woke, che ritengono che le politiche del presidente e del Partito Democratico non abbastanza radicali davanti alle disuguaglianze strutturali della società americana.
In generale, il rapporto tra i democratici , Biden e l’area woke è caratterizzato da una certa tensione, ma anche da dialogo e di collaborazione. I democratici cercano di mantenere il sostegno dei loro elettori più progressisti, senza allontanarsi troppo dai voti della classe media e degli elettori moderati.
Ci sono diversi esempi di successo dei movimenti intersezionali nel mondo.
Il matrimonio egualitario negli Stati Uniti. La lotta della comunità LGBTQ+ è stata a lungo basata su una visione limitata dei diritti civili, ma negli ultimi anni è stata adottata una prospettiva intersezionale che ha unito la lotta per i diritti dei membri della comunità LGBTQ+ con la lotta per i diritti delle donne, delle persone di colore e delle persone con disabilità. Questo ha portato a una maggiore consapevolezza della complessità delle esperienze di oppressione e alla creazione di una visione più inclusiva della giustizia sociale.
Un altro esempio di successo è il movimento Black Lives Matter. Che ha unito la lotta per i diritti dei neri con la lotta per i diritti delle donne, dei membri della comunità LGBTQ+ e delle persone con disabilità, portando a maggiore consapevolezza dell’interconnessione delle diverse forme di oppressione.
Altri esempi di successo : come il movimento femminista e LGBTQ+ in Argentina, con la legalizzazione del matrimonio egualitario e a promozione dei diritti delle donne e delle persone LGBTQ+.
Quali sono i limiti o le critiche al movimento intersezionale ?
Come molte teorie sociali, l’intersezionalità non è immune alle critiche e ai limiti:
- Complessità eccessiva: l’intersezionalità è un’analisi molto complessa delle disuguaglianze sociali e può essere difficile da comprendere e applicare nella pratica. Alcuni studiosi la ritengono un’idea accademica e lontana dalla realtà quotidiana delle persone.
- Troppa enfasi sulla differenza: alcuni sostengono che l’intersezionalità sia troppo concentrata sulla differenza, enfatizzando troppo le categorie di appartenenza e trascurando ciò che le persone hanno in comune.
- Rischi di essenzialismo: l’intersezionalità può anche portare al rischio di essenzializzare le categorie di appartenenza e considerare le persone solo in base a queste categorie, ignorando la loro complessità e individualità.
- Rischio di conflitti tra gruppi: l’intersezionalità può anche portare al rischio di conflitti tra gruppi, poiché ogni gruppo può avere interessi e priorità diversi che possono essere difficili da conciliare.
- Incoerenza politica: alcuni sostengono che l’intersezionalità sia diventata troppo astratta e non offra una chiara visione politica per il cambiamento sociale.
Cosa si intende per essenzialismo Sostenitori e critici dell’essenzialismo
Galileo Galilei
L’essenzialismo è una teoria che ha avuto molti sostenitori in diverse discipline, tra cui la biologia, la psicologia, la filosofia e le scienze sociali.
In biologia, ad esempio, ci sono stati sostenitori dell’essenzialismo di genere, che sostenevano che le differenze tra uomini e donne fossero biologicamente determinate. Tuttavia, questa teoria è stata ampiamente criticata negli ultimi decenni per essere troppo semplificatrice e per non tener conto della complessità delle esperienze umane.
In psicologia, l’essenzialismo si riferisce alla tendenza a raggruppare le persone in categorie sulla base di tratti essenziali e immutabili. Ad esempio, alcuni sostenitori dell’essenzialismo potrebbero sostenere che le donne sono naturalmente più empatiche degli uomini o che le persone di colore sono naturalmente meno intelligenti delle persone bianche.
Anche in filosofia ci sono stati sostenitori dell’essenzialismo, soprattutto nell’ambito della metafisica. Ad esempio, Platone sosteneva che le idee erano essenziali e immutabili e che la realtà concreta era solo una copia imperfetta delle idee.
In sintesi, l’essenzialismo ha avuto molti sostenitori in diverse discipline, ma negli ultimi decenni sopratutto nelle scienze sociali è stato ampiamente criticato per la sua semplificazione e per la sua incapacità di tenere conto della complessità delle esperienze umane.
«Il tentar le essenze, l’ho per impresa disperata[3]»
nota : L’essenzialismo è una teoria che afferma che le persone hanno delle caratteristiche intrinseche e immutabili che definiscono la loro identità. Queste caratteristiche, che possono essere di vario tipo, come la razza, il genere o l’orientamento sessuale, sono considerate “essenziali” alla persona e non possono essere modificate.
L’essenzialismo si basa sulla concezione di categorie di appartenenza che hanno caratteristiche intrinseche e immutabili. Ad esempio, la teoria dell’essenzialismo di genere sostiene che le differenze di genere sono biologicamente determinate e che le donne e gli uomini hanno tratti distinti che definiscono la loro identità.
L’essenzialismo può portare a un’identità rigida e immutabile che non tiene conto della complessità delle esperienze umane. Inoltre, può portare a stereotipi e pregiudizi basati sulla categoria di appartenenza, poiché le persone sono considerate solo in base a questa caratteristica.
L’essenzialismo è stato criticato da molte teorie sociali, tra cui l’intersezionalità, che sostiene che le persone non possono essere considerate solo in base a una singola categoria di appartenenza, ma devono essere considerate nella loro interezza, in quanto le diverse categorie si influenzano reciprocamente. L’intersezionalità mette in discussione l’idea che le categorie di appartenenza siano essenziali alla persona e promuove invece una visione più complessa delle esperienze umane.
