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Abstract

ygmunt Bauman</a> nella sua opera postuma dal titolo <a href="https://www.amazon.com/Retrotopia-Zygmunt-Bauman/dp/885812734X">Retrotopia</a>.</p><p id="9e5f"><a href="https://giulianocastigliego.nova100.ilsole24ore.com/2018/04/15/retrotopia-temere-il-futuro-mitizzare-il-passato/">Temere il futuro e mitizzare il passato</a>, può essere consolatorio, ma non ci porterà ad affrontare le trasizioni.</p><p id="20e7">Per potere innovare dobbiamo avere il coraggio di sviluppare un nuovo pensiero, nuovi modelli interpretativi e per questo dobbiamo dotarci di strumenti in grado di intercettare i segnali di cambiameto.</p><h2 id="5e81">Ciò di cui abbiamo bisogno sono nuove strategie cognitive, che ci consentano di allargare la nostra visuale e permetterci di cogliere il nuovo. Per ricevere ed elaborare nuove informazioni dobbiamo essere pronti ad accoglierle. Possiamo utilizzare l’intuito per esplorare nuove strade ancora non percorse, poichè l’esperienza non ci può essere di aiuto, quando ci troviamo di fronte all’inesplorato.</h2><p id="8cab">Come evidezia Holly Worton:</p><blockquote id="c3b2"><p>l’intuito è come una luce che ci mostra la strada e ci fornisce la fiducia di affrontare l’incertezza. L’intuito è come un muscolo, più lo utilizziamo e più si rafforza. L’intuito di business è quella conoscenza che le persone detengono e che si basa sull’istinto più che sul ragionamento. Possiamo definirlo, sesto senso, bussola interna, true north, gut feeling ed è la parte più elevata del nostro spirito che ci manda dei messaggi .</p></blockquote><p id="a66b">L’intuito ci fornisce spesso delle risposte quando ci troviamo di fronte ad una strada che presenta più biforcazioni. Dobbiamo ascoltare ciò che l’intuito ci suggerisce, ma non in modo acritico.</p><h2 id="98d1">Se spesso le intuizioni si mostrano errate nel processo decisionale, possiamo invece decidere di utilizzare l’intuito per allargare lo sguardo verso nuove direzioni non percorse o scarsamente illuminate e dove non si è guardato prima. Decidere deliberatamente di seguire il proprio intuito per orientare lo sguardo altrove, non ci toglie la possibilità di seguire un processo sistematico e razionale di valutazione delle nuove informazioni acquisite.</h2><h2 id="f3c4">Di fronte alla nuova informazione, l’intuizione ci fornisce utili indicazioni se vale la pena proseguire l’esplorazione, approfondire il contenuto di una nuova informazione o se se è più opportuno cambiare direzione.</h2><p id="b902"><i>L’intuizione è una forma immediata di conoscenza, che si manifesta in modo diretto e non mediato dal cervello.</i> LaTreccani ne fornisce una <a href="http://www.treccani.it/vocabolario/intuizione/"><i>definizione</i></a> molto precisa.</p><blockquote id="bb68"><p><b>intuizióne</b> s. f. [dal lat. tardo <i>intuitio</i> -<i>onis</i>; v. intuire]. — <b>1.</b> Conoscenza diretta e immediata di una verità, che si manifesta allo spirito senza bisogno di ricorrere al ragionamento, considerata talora come forma privilegiata di conoscenza che consente, superando gli schemi dell’intelletto, una più vera e profonda comprensione (e, a volte, creazione) dell’oggetto: <i>l’i</i>. <i>del bene</i>, <i>del male</i>, <i>del bello</i>; <i>l’i</i>. <i>di Dio</i>; <i>l’i</i>. <i>dei primi principî</i>; <i>l’i</i>. <i>estetica</i>; nella filosofia kantiana, <i>i. sensibile</i>, percezione passiva, ma immediata, dell’oggetto da parte di un essere finito, in contrapp. all’<i>i</i>. <i>intellettuale</i>, propria di Dio, creatrice dell’oggetto stesso; <i>i</i>. <i>eidetica</i>, v. eidetico. <b>2.</b> Con accezione più generica, pronta e acuta percezione di una realtà: <i>ebbe sùbito l’i</i>. <i>di ciò che stava succedendo</i>; anche come presentimento di fatti futuri o imminenti: <i>l’i</i>. <i>del pericolo che ci minacciava ci salvò dalla catastrofe</i>. La capacità stessa di intuire, soprattutto come disposizione abituale: <i>avere</i>, <i>non avere i</i>.; <i>essere dotato di grande i</i>., <i>di una pronta intuizione</i>.</p></blockquote><p id="ccdd">Anche Wikipedia ci permette di evidenziare sinteticamente gli elementi di più salienti dell’intuizione.</p><blockquote id="a17c"><p>Il ter

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mine <b>intuizione</b> deriva dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">latino</a> <i>intueor</i> (composto da <i>in</i> = «dentro», + <i>tueor</i> = «guardare», cioè «entrar dentro con lo sguardo»),<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Intuizione#cite_note-1">[1]</a> e rappresenta una forma di sapere non spiegabile a parole, che si rivela per lampi improvvisi, sulla cui origine i pareri sono discordi: secondo il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Meccanicismo">meccanicismo</a> sarebbe riconducibile a processi meccanici di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Causalit%C3%A0_(filosofia)">causa-effetto</a>, mentre secondo i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Neoplatonismo">neoplatonici</a> il modo in cui l’intuito si produce nella mente umana non è spiegabile <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ragione">razionalmente</a>, trattandosi di un sapere <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Trascendenza">trascendente</a> che è all’origine della stessa <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Logica">logica</a> di causa-effetto, un sapere non acquisito ma <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Innatismo">innato</a> sin dalla nascita.</p></blockquote><p id="c378">L’intuito è l’intuizione sono ancora fenomeni che rimangono inspiegati, questo però non ci impedisce di coltivare questa nostra capacità innata per orientarci di fronte all’ignoto.</p><p id="0c06">Quando noi ci imbattiamo in una nuova informazione che non siamo in grado di valutare razionalmente e che valutiamo come interessante, solitamente facciamo affidamento all’intuito attraverso una serie di elementi ben sintetizzati da Holly Worton:</p><ol><li><i>visual clues</i></li><li><i>parole, frasi che ispirano</i></li><li><i>elementi che stuzzicano la nostra curiosità</i></li><li><i>sensazioni fisiche di malessere o benessere che ci forniscono indicazioni</i></li><li><i>sensazioni di empatia o antipatia nei confronti dell’autore</i></li><li><i>un particolare gusto in bocca (salivazione) che ci suggerisce di prestare attenzione ad una nuova informazione</i></li></ol><p id="f7fb"><i>Quando ignoriamo la nostra intuizione, perchè ci sembra assurda, perchè ci spinge fuori dalla nostra zona di comfort, perchè ci allontana dal pensiero comune, esponendoci al ridicolo e a rischi reputazionale, ci precludiamo molte possibilità, di scoprire nuovi percorsi di conoscenza.</i></p><p id="8109">L’intuito riesce a guidarci, solo se ci affidiamo ad esso con fiducia e se creiamo lo spazio per percorrere nuove strade, se impariamo a sospendere il giudizio quando ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo che non comprendiamo.</p><h2 id="e435">Intuire non è indovinare, non è nemmeno dedurre, si tratta di una conoscenza implicita che ci suggerisce di prestare attenzione.</h2><p id="be3d"><i>In prossimi articoli vedremo come allenare l’intuito e come utilizzarlo per esplorare nuove informazioni, in grado di alimentare il nostro processo immaginativo, che ci porti alla creazione di nuove visioni e di nuove progettualità.</i></p><p id="57e8">Ispirazione, intuizione e processi immaginativi sono ambiti di ricerca del nostro Adaptive Imagination Lab.</p><p id="0982"><i>L’Adaptive Imagination Lab è uno dei laboratori creati da Imagination Design Coaching. Estendere, adattare, espandere i propri paradigmi di pensiero addestrando la capacità di leggere la realtà emergente e sviluppare strategie di adattamento immaginativo. Sviluppare la capacità di spiazzare, di cambiare le regole del gioco, di rimescolare le carte, attraverso un processo di educazione immaginativa, che insegni ad apprendere e a vedere il mondo con occhi nuovi e a danzare con l’incertezza. Allargare lo sguardo per estendere l’orizzonte delle possibilità, per intercettare nuove opportunità e per prepararsi a neutralizzare possibili minacce impreviste, sono gli obiettivi dell’Adaptive Imagination Lab. Per maggiori informazioni potete contattare Maurizio Goetz scrivendo a [email protected]</i></p><p id="9f58">Ulteriori informazioni sui programmi di Imagination Design Coaching, sono disponibili <a href="https://www.imaginationdesigncoaching.com/">qui</a>.</p></article></body>

Il legame indissolubile tra intuito e ispirazione nei processi immaginativi a supporto dell’innovazione

Le imprese e le organizzazioni spesso ci chiedono di supportare i loro processi immaginativi anche guidando la loro fase di ricerca dell’ispirazione per guidare il cambiamento in condizioni di elevata incertezza in un mondo in profonda trasformazione.

Ciò che apparentemente può sembrare un lavoro di ricognizione delle fonti ispirazionali, secondo specifici obiettivi strategici condivisi, in realtà richiede un approccio molto più profondo, che parte dalla “ristrutturazione” della definizione di ispirazione, che è un termine spesso ambiguo e travisato e dalla sua rivalutazione nei processi immaginativi delle organizzazioni in condizioni di elevata incertezza, in un mondo in profonda trasformazione.

In un primo articolo sul tema dell’ispirazione, abbiamo cercato di arrivare a darne un definizione, per potere proseguire l’analisi sulla relazione tra ricerca dell’ispirazione e processi immaginativi, volti a facilitare il processo decisionale in condizioni di elevata incertezza.

Abbiamo, successivamente evidenziato in un secondo articolo, l’impatto dell’ispirazione nei processi immaginativi e analizzato gli elementi che sono ad essa connessi. In questo articolo approfondiamo il ruolo dell’intuizione nei percorsi di esplorazione di nuove informazioni, in grado di alimentare i processi immaginativi a supporto dell’innovazione. Vedremo in questo articolo, come è l’intuizione che ci permette di comprendere in modo diretto e immediato se una nuova informazione valga la pena di essere presa in considerazione e approfondita.

Per innovare abbiamo bisogno di nuove informazioni, di nuovi modelli per reperirle, per analizzarle e per metterle in relazione con ciò che già sappiamo e conosciamo. Abbiamo bisogno in pratica di un nuovo punto di vista. Abbiamo bisogno di strumenti che ci aiutino ad orientarci quando ci troviamo di fronte a situazioni nuove e in cui l’esperienza non ci è di aiuto. Coltivare l’ispirazione attiva, come stato motivazionale è di fondamentale importanza, per farlo possiamo ricorrere all’intuizione, una risorsa di straordinaria importanza.

Innovare significa in primis lavorare sulla capacità di elaborare nuove informazioni, nuove interpretazioni che permettano di alimentare i propri processi immaginativi.

Secondo Albert Einstein:

la follia sta nel fare sempre la stessa cosa, aspettandosi risultati diversi.

Per questo è ncessario superare la propria cecità immaginativa, per poter osservare la realtà emergente in modo nuovo, dotandoci di nuovi strumenti cognitivi.

Possiamo definire la cecità immaginativa, l’incapacità di vedere la realtà che muta, situazione che spesso porta alla creazione di ciò che Laurent Berlant, definisce uno stato di impasse.

Lauren Berlant described the ‘State of Impasse’ as “ a moment where existing social imaginaries and practices no longer produce the outcomes they once did, but no new imaginaries or practices have yet been created.”

lo stato di impasse, ha luogo tutte le volte in cui ci troviamo nel mezzo di un processo di cambiamento, nella stessa situazione di un serpente che muta la sua pelle e in cui convivono elementi vecchi ed elementi nuovi.

In momenti di grandi transizioni, le persone tendono a rifugiarsi nella tradizione e nel già noto, ma nel passato non ci sono nuove soluzioni come ha evidenziato Zygmunt Bauman nella sua opera postuma dal titolo Retrotopia.

Temere il futuro e mitizzare il passato, può essere consolatorio, ma non ci porterà ad affrontare le trasizioni.

Per potere innovare dobbiamo avere il coraggio di sviluppare un nuovo pensiero, nuovi modelli interpretativi e per questo dobbiamo dotarci di strumenti in grado di intercettare i segnali di cambiameto.

Ciò di cui abbiamo bisogno sono nuove strategie cognitive, che ci consentano di allargare la nostra visuale e permetterci di cogliere il nuovo. Per ricevere ed elaborare nuove informazioni dobbiamo essere pronti ad accoglierle. Possiamo utilizzare l’intuito per esplorare nuove strade ancora non percorse, poichè l’esperienza non ci può essere di aiuto, quando ci troviamo di fronte all’inesplorato.

Come evidezia Holly Worton:

l’intuito è come una luce che ci mostra la strada e ci fornisce la fiducia di affrontare l’incertezza. L’intuito è come un muscolo, più lo utilizziamo e più si rafforza. L’intuito di business è quella conoscenza che le persone detengono e che si basa sull’istinto più che sul ragionamento. Possiamo definirlo, sesto senso, bussola interna, true north, gut feeling ed è la parte più elevata del nostro spirito che ci manda dei messaggi .

L’intuito ci fornisce spesso delle risposte quando ci troviamo di fronte ad una strada che presenta più biforcazioni. Dobbiamo ascoltare ciò che l’intuito ci suggerisce, ma non in modo acritico.

Se spesso le intuizioni si mostrano errate nel processo decisionale, possiamo invece decidere di utilizzare l’intuito per allargare lo sguardo verso nuove direzioni non percorse o scarsamente illuminate e dove non si è guardato prima. Decidere deliberatamente di seguire il proprio intuito per orientare lo sguardo altrove, non ci toglie la possibilità di seguire un processo sistematico e razionale di valutazione delle nuove informazioni acquisite.

Di fronte alla nuova informazione, l’intuizione ci fornisce utili indicazioni se vale la pena proseguire l’esplorazione, approfondire il contenuto di una nuova informazione o se se è più opportuno cambiare direzione.

L’intuizione è una forma immediata di conoscenza, che si manifesta in modo diretto e non mediato dal cervello. LaTreccani ne fornisce una definizione molto precisa.

intuizióne s. f. [dal lat. tardo intuitio -onis; v. intuire]. — 1. Conoscenza diretta e immediata di una verità, che si manifesta allo spirito senza bisogno di ricorrere al ragionamento, considerata talora come forma privilegiata di conoscenza che consente, superando gli schemi dell’intelletto, una più vera e profonda comprensione (e, a volte, creazione) dell’oggetto: l’i. del bene, del male, del bello; l’i. di Dio; l’i. dei primi principî; l’i. estetica; nella filosofia kantiana, i. sensibile, percezione passiva, ma immediata, dell’oggetto da parte di un essere finito, in contrapp. all’i. intellettuale, propria di Dio, creatrice dell’oggetto stesso; i. eidetica, v. eidetico. 2. Con accezione più generica, pronta e acuta percezione di una realtà: ebbe sùbito l’i. di ciò che stava succedendo; anche come presentimento di fatti futuri o imminenti: l’i. del pericolo che ci minacciava ci salvò dalla catastrofe. La capacità stessa di intuire, soprattutto come disposizione abituale: avere, non avere i.; essere dotato di grande i., di una pronta intuizione.

Anche Wikipedia ci permette di evidenziare sinteticamente gli elementi di più salienti dell’intuizione.

Il termine intuizione deriva dal latino intueor (composto da in = «dentro», + tueor = «guardare», cioè «entrar dentro con lo sguardo»),[1] e rappresenta una forma di sapere non spiegabile a parole, che si rivela per lampi improvvisi, sulla cui origine i pareri sono discordi: secondo il meccanicismo sarebbe riconducibile a processi meccanici di causa-effetto, mentre secondo i neoplatonici il modo in cui l’intuito si produce nella mente umana non è spiegabile razionalmente, trattandosi di un sapere trascendente che è all’origine della stessa logica di causa-effetto, un sapere non acquisito ma innato sin dalla nascita.

L’intuito è l’intuizione sono ancora fenomeni che rimangono inspiegati, questo però non ci impedisce di coltivare questa nostra capacità innata per orientarci di fronte all’ignoto.

Quando noi ci imbattiamo in una nuova informazione che non siamo in grado di valutare razionalmente e che valutiamo come interessante, solitamente facciamo affidamento all’intuito attraverso una serie di elementi ben sintetizzati da Holly Worton:

  1. visual clues
  2. parole, frasi che ispirano
  3. elementi che stuzzicano la nostra curiosità
  4. sensazioni fisiche di malessere o benessere che ci forniscono indicazioni
  5. sensazioni di empatia o antipatia nei confronti dell’autore
  6. un particolare gusto in bocca (salivazione) che ci suggerisce di prestare attenzione ad una nuova informazione

Quando ignoriamo la nostra intuizione, perchè ci sembra assurda, perchè ci spinge fuori dalla nostra zona di comfort, perchè ci allontana dal pensiero comune, esponendoci al ridicolo e a rischi reputazionale, ci precludiamo molte possibilità, di scoprire nuovi percorsi di conoscenza.

L’intuito riesce a guidarci, solo se ci affidiamo ad esso con fiducia e se creiamo lo spazio per percorrere nuove strade, se impariamo a sospendere il giudizio quando ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo che non comprendiamo.

Intuire non è indovinare, non è nemmeno dedurre, si tratta di una conoscenza implicita che ci suggerisce di prestare attenzione.

In prossimi articoli vedremo come allenare l’intuito e come utilizzarlo per esplorare nuove informazioni, in grado di alimentare il nostro processo immaginativo, che ci porti alla creazione di nuove visioni e di nuove progettualità.

Ispirazione, intuizione e processi immaginativi sono ambiti di ricerca del nostro Adaptive Imagination Lab.

L’Adaptive Imagination Lab è uno dei laboratori creati da Imagination Design Coaching. Estendere, adattare, espandere i propri paradigmi di pensiero addestrando la capacità di leggere la realtà emergente e sviluppare strategie di adattamento immaginativo. Sviluppare la capacità di spiazzare, di cambiare le regole del gioco, di rimescolare le carte, attraverso un processo di educazione immaginativa, che insegni ad apprendere e a vedere il mondo con occhi nuovi e a danzare con l’incertezza. Allargare lo sguardo per estendere l’orizzonte delle possibilità, per intercettare nuove opportunità e per prepararsi a neutralizzare possibili minacce impreviste, sono gli obiettivi dell’Adaptive Imagination Lab. Per maggiori informazioni potete contattare Maurizio Goetz scrivendo a [email protected]

Ulteriori informazioni sui programmi di Imagination Design Coaching, sono disponibili qui.

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