
I modi in cui leggiamo
Io ho sempre pensato che “leggiamo” [i.e. facciamo scorrere gli occhi su del testo] soltanto i due modi: la lettura, che è informazione oppure evasione, divertimento, distrazione — il giornale, una rivista o il nostro scrittore preferito. E lo studio, che è apprendimento vero e proprio o approfondimento. Tutto ciò che pare “il resto” si riconduce bene o male a questi due casi.
Ed è la molta, a volte troppa disponibilità di informazioni da leggere (ma forse spesso anche da non), grazie al digitale, che ci distrae dalla lettura concentrata o dallo studio, sia esso per una scuola o per curiosità personale.
La vera domanda è: se non fossimo inondati da potenziali letture (in rete oppure anche solo scaricando epub a volontà), leggeremmo più libri, fino in fondo?

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