Draghi vola e Letta confused
Il presidente Draghi viene da una settimana intensa, di incontri e risultati. Nonostante alcuni passaggi potessero apparire difficili li ha superati con determinazione e costanza.

La contesa sui tempi delle riaperture dopo il lockdown s’è dissolta grazie agli ottimi risultati della campagna di vaccinazione. Aumentano i vaccinati, si riducono le sacche di resistenza anti-vax, e quelle di “aggiramento”. A luglio via le mascherine e Green Pass. Nonostante le notizie controverse sui pochissimi casi di reazioni avverse gravi, nonostante la variante Delta l’Italia corre verso una relativa sicurezza. I primi segnali di ripresa sono migliori del previsto.
Il nemico “interno” più insidioso, definito dalle parole dell’autore del celebre “Gattopardo” Giuseppe Tommasi di Lampedusa, il motto “cambiare tutto perchè nulla cambi” è oggi presidiato dai guardiani di Draghi. Nei ministeri chiave ci sono team di esperti del funzionamento ammnistrativo, di econmia pubblica etc a vigilare che :
- Le riforme “trasversali” vengano davvero implementate nei tempi previsi
- I progetti che assorbiranno i fondi del PNRR siano coerenti , efficaci e rispettino i tempi di realizzazione
- Tutto ciò produca effetti durature capaci di ripagare, in termini di crescita economica e sociale l’enorme debito che l’Italia aveva già accumulato
Le polemiche di bottega (o partito) sbiadiscono, le leadership di destra si ammorbidiscono (non su alcuni temi chiave) , la sinistra pragmatica segue Draghi, con qualche difficoltà a farne una bandiera , la sinistra radicale, tradizionalmente incistata nel “ceto pubblico” tra i pretenziosi consulenti a chiamata si limita a rilanciare la palla su questioni di bandiera che “portano like” (come dice spesso l’ex premier Renzi) “ma non portano risultati” parlamentari (come lo ius soli o inclusione surrettizia nei programmi scolastici di teora gender). I chierici del radicoalismo di sinistra hanno lanciato una petizione di economisti in rivolta , contro presunti esperti “iper-liberisti” tra quelli scelti da Draghi. Una sorta di lista di proscrizione
Accanto all’impotente pretesa di supremazia ideologica , emerge una radice antica la prima proscrizione o proscrizione sillana fu un’epurazione controllata degli oppositori politici da parte di Lucio Cornelio Silla che risale all’82 a.C., attuata attraverso la pubblicazione di liste di cittadini romani dichiarati hostes publici, i cui beni venivano confiscati.
I chierici del radicalismo di sinistra non hanno altro da fare, e non scalfiscono il gradimento che gli Italiani esprimono per il presidente Mario Draghi. Quelli del radicalismo di destra oscillano dalla “approvazione tattica” di Salvini, alla “opposizione vociante” di Giorgia Meloni
