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Abstract

le conseguenze terribili del temporeggiamento su Chernobyl, (incomparabili con il modo in cui il giappone libero ha affrontato la crisi di Fukushima). I gravi i silenzi ed i ritardi nella ammissione e condivisione delle notizie sulla Sars manifestatasi nel Guandong nel novembre 2002 e ammessa nel 2003 hanno fatto danni. Lo stesso <a href="https://www.hrw.org/news/2020/01/30/china-respect-rights-coronavirus-response">dicasi</a> per la attuale emergenza del <i>Coronavirus. Tutto </i>poteva essere affrontato con più trasparenza, condivisione ed informazione e più libertà , forse con risultati più immediati</p><p id="db27">I governi totalitari in queste occasioni, come in altre, si preoccupano prima di controllare le notizie, con la scusa di non diffondere il panico, ma col risultato di intervenire quando era troppo tardi. Se è vero che i primi casi di coronavirus si sono manifestati ai primi di Dicembre, che le comunicazioni dei cittadini cinesi sono ferreamente controllate, e che nessuna notizia è stata fatta filtrare, che chi segnalava è stato scoraggiato: per evitare il panico si è lasciato che il virus si scatenass

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e per un periodo decisivo. Va difesa la libertà di informazione quanto quella delle persone, da chi controlla i ns dati, ma anche da chi impedisce la diffusione e lo scambio di informazioni. Nel caso dell’influenza aviaria il combinato disposto della diffusione di informazione e della condivisone grazie alla scelta , allora rivoluzionaria , di Ilaria Capua di mettere a disposizione la sequenza del virus, consentí di limitare di molto i danni di una pandemia</p><p id="8110">Per questo non dovremmo mai dimenticare , che nel “canone occidentale” scienza, libertà, sicurezza e collaborazione vanno a braccetto, nel “canone cinese” no. Anche per questo rappresenta una buona notizia , tardiva, che la Cina si sia subito “arresa” alla collaborazione ed abbia ora deciso di collaborare. Grazie a tecnologia e apertura da migliaia di chilometri di distanza gli scienziati italiani e il Team dello Spallanzani ha isolato il virus e messo a punto un “test” per individuare chi è infettato.</p><p id="a766">La strada contro una possibile pandemia è ancora molto lunga , ma va tenuta sgombra e libera per essere sicura</p></article></body>

Coronavirus, sicurezza e libertà

La nuova emergenza da #Coronavirus dovrebbe farci respingere esasperazioni, psicosi e paradossi dannosi.E spingerci a considerate quanto siano importanti la libertà, la scienza e la collaborazione per la sicurezza di tutti.

Ognuno prova ora ad isolarsi nel proprio cubicolo, al di la delle ragionevoli misure di contenimento , prevenzione e cura , predisposte in modo tempestivo, ma viviamo in un mondo totalmente permeabile, ma anche informato e connesso, grazie alle conquiste scientifiche e tecnologiche

Quelli che non volevano i vaccini ora pensano ai complotti; altri, da ogni parte, hanno sperato con un misto di ammirazione e rivalsa, che il potere militare centralizzato del PC Cinese “schiacciasse la micidiale minaccia”.

In verità il combinato disposto di assenza di libertà, il controllo dei media e dell’informazione, ci ha già regalato le conseguenze terribili del temporeggiamento su Chernobyl, (incomparabili con il modo in cui il giappone libero ha affrontato la crisi di Fukushima). I gravi i silenzi ed i ritardi nella ammissione e condivisione delle notizie sulla Sars manifestatasi nel Guandong nel novembre 2002 e ammessa nel 2003 hanno fatto danni. Lo stesso dicasi per la attuale emergenza del Coronavirus. Tutto poteva essere affrontato con più trasparenza, condivisione ed informazione e più libertà , forse con risultati più immediati

I governi totalitari in queste occasioni, come in altre, si preoccupano prima di controllare le notizie, con la scusa di non diffondere il panico, ma col risultato di intervenire quando era troppo tardi. Se è vero che i primi casi di coronavirus si sono manifestati ai primi di Dicembre, che le comunicazioni dei cittadini cinesi sono ferreamente controllate, e che nessuna notizia è stata fatta filtrare, che chi segnalava è stato scoraggiato: per evitare il panico si è lasciato che il virus si scatenasse per un periodo decisivo. Va difesa la libertà di informazione quanto quella delle persone, da chi controlla i ns dati, ma anche da chi impedisce la diffusione e lo scambio di informazioni. Nel caso dell’influenza aviaria il combinato disposto della diffusione di informazione e della condivisone grazie alla scelta , allora rivoluzionaria , di Ilaria Capua di mettere a disposizione la sequenza del virus, consentí di limitare di molto i danni di una pandemia

Per questo non dovremmo mai dimenticare , che nel “canone occidentale” scienza, libertà, sicurezza e collaborazione vanno a braccetto, nel “canone cinese” no. Anche per questo rappresenta una buona notizia , tardiva, che la Cina si sia subito “arresa” alla collaborazione ed abbia ora deciso di collaborare. Grazie a tecnologia e apertura da migliaia di chilometri di distanza gli scienziati italiani e il Team dello Spallanzani ha isolato il virus e messo a punto un “test” per individuare chi è infettato.

La strada contro una possibile pandemia è ancora molto lunga , ma va tenuta sgombra e libera per essere sicura

Sicurezza
Libertà
Freedom
China
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