Come sviluppare la flessibilità cognitiva: una competenza centrale nei periodi di transizione per i professionisti e per le organizzazioni

Quando si opera in ambienti caratterizzati da forti turbolenze ambientali e quando ci si trova in periodi di transizione, emerge l’importanza delle soft skills quali competenze chiave nei processi di adattamento alle mutate condizioni di mercato.
Ci sarà capitato almeno una volta di imbatterci in una persona che di fronte ad una nuova idea o alla presentazione di un nuovo modello, immancabilmente risponde, senza nemmeno ascoltare: questo lo sappiamo già, questo già lo facciamo. Quando questo succede con regolarità, potrebbe essere il sintomo di una rigidità mentale (rigidità cognitiva), che può essere definita come:
una difficoltà estrema a modificare le proprie convinzioni, o i propri comportamenti anche quando viene dimostrata la loro inefficacia nello svolgere un preciso compito o nel raggiungimento dei propri obiettivi e a prendere in considerazione idee differenti dalle proprie.
La rigidità cognitiva rappresenta uno dei principali ostacoli al cambiamento anche per le imprese e può essere causa di enormi problemi. Al contrario, diversi studi hanno evidenziato, come la flessibilità cognitiva rappresenti una fra le competenze centrali per le imprese che dovranno operare in un ambiente sempre più turbolento e caratterizzato da ritmi di cambiamento iperaccelerati.
DALL’IMPRESA AGILE A QUELLA IMMAGINATIVA
L’impresa agile sta lentamente scomparendo, perché si sta preparando a scalare nuove montagne, purtroppo in un terreno di gioco evolutivo in cui le nuove catene di montagne non sono ancora state avvistate e nemmeno sappiamo se le nuove opportunità e i nuovi pericoli, verranno dall’aria, dall’acqua, dalla terra o dal vento…
Essere agili, non è la priorità quando si procede a tentoni nel buio.
In un’era di profondi cambiamenti, l’impresa agile diventa immaginativa per potere intercettare nuove opportunità di business
CAMBIARE IL PUNTO DI VISTA SULLE COSE PER SVILUPPARE UN VANTAGGIO IMMAGINATIVO
In un mondo in profonda trasformazione, cambiare il modo di osservare le cose è il primo passo per ristrutturare il proprio pensiero, addestrandolo alla flessibilità cognitiva, al fine di imparare a creare nuove connessioni tra ciò che è conosciuto e ciò che non lo è ancora, per estendere la visuale, ampliare l’orizzonte delle possibilità, mettere in discussione le proprie credenze limitanti e creare ciò che possiamo definire un vantaggio immaginativo.
Possiamo definire come vantaggio immaginativo di un’impresa o di un’organizzazione, la competenza distintiva di osservare la realtà emergente in trasformazione, rispetto ai propri concorrenti che si concretizza:
- attraverso la capacità di allargare il proprio campo visivo strategico, per aumentare il numero di opzioni possibili prese in considerazione nei propri processi decisionali
- attraverso la capacità di reagire rapidamente a possibili choc e discontinuità avendo sviluppato un’organizzazione flessibile e adattiva.
- attraverso la capacità di sviluppare nuovi modelli interpretativi dei segnali di cambiamento e nuovi paradigmi per ampliare la capacità di generare futuro.
- attraverso la capacita di prendere ispirazione da altri contesti per spiazzare i propri concorrenti cambiando le regole del gioco, rimescolando le carte nel proprio settore e ridefinendo continuamente la propria proposta di valore

Imparare a osservare la realtà emergente con occhi nuovi richiede grande flessibilità cognitiva.
LA FLESSIBILITA’ COGNITIVA E’ UNA COMPETENZA CHIAVE NEI PERIODI DI TRANSIZIONE
La flessibilità cognitiva è la capacità di ristrutturare le proprie conoscenze in differenti e nuovi modi per adattarsi ai cambiamenti rapidi del contesto e alle specificità delle situazioni. La teoria della cognitive flexibility, sviluppata da Spiro, Jehng, Feltovich & Coulson, si focalizza in particolar modo sulle modalità di interpretare, adattare le conoscenze, assemblandole e usarle in modi differenti secondo le diverse esigenze di ogni contesto.
La flessibilità cognitiva può essere vista anche come la capacità di pensare in tempo reale e immaginare cose situazioni, eventi che si adattano nel corso di una conversazione o di un’attività in funzione della sua possibile evoluzione.
Le flessibilità cognitiva riguarda differenti aspetti, di fondamentale importanza per le organizzazioni che lavorano per diventare antifragili, vediamo i principali.
Sospendere il giudizio quando ci si imbatte in qualcosa di nuovo o che diverge dalla propria visione
Si tratta di imparare ad osservare il nuovo con occhio distaccato, cercando di sospendere il giudizio, spesso troppo frettoloso, evitando espressioni come: a) questo non ci riguarda, b) questo lo facciamo già,c) abbiamo sempre fatto così e non possiamo cambiare il nostro modus operandi ora. Queste naturali espressioni di difesa potrebbero essere ribaltate e sostituite con le seguenti: a) “non sappiamo ancora se questo avrà un impatto sulla nostra operatività, ma continuiamo ad osservare il trend con attenzione prima di esprimere un giudizio, b) è nostro desiderio approfondire la questione per verificare se ciò che osserviamo o ciò che ci viene descritto come nuovo, lo sia davvero e se diverge realmente da ciò che facciamo attualmente c) dobbiamo valutare sempre con favore ogni suggerimento che ci permette di migliorarci salvo verificare se sia realmente applicabile nel nostro contesto.
Flessibilità cognitiva non implica pertanto un’accettazione incondizionata del nuovo, ma una sospensione del giudizio, che permette di prendere in considerazione nuove ipotesi, che andranno naturalmente vagliate.
Pensare ad una cosa secondo differenti prospettive
E’ importante imparare a superare il pensiero binario adottando un pensiero integrativo, che ci permetta di valutare ogni questione da più prospettive e da più punti di vista. In una logica dicotomica le “contraddizioni” tra differenti visioni che emergono sono un problema, ad esempio un concetto come la “decrescità felice” è il risultato di un pensiero binario. Per immaginare nuovi modelli, dobbiamo adottare un pensiero a spettro totale. Il Full Spectrum Thinking, così come è stato definito da Bob Johansen, è la capacità di cercare nuovi pattern, esplorando gradienti di possibilità, al di fuori, attraverso o anche senza nessuna griglia o schema rigido, abbandonando le categorizzazioni, quando esse diventano trappole mentali.
Prestare attenzione a due o più cose simultaneamente
E’ la capacità di prestare attenzione a due o più cose contemporaneamente sviluppando l’attenzione divisa o distribuita, che una forma di attenzione che ci consente di processare nello stesso momento, differenti fonti di informazioni o di leggere ad esempio la stessa informazioni con differenti chiavi di lettura (informativa, ispirazionale, critica ecc)
Diversi studi, tra cui quello di Seplkeet (1976) e Hirstet (1980) hanno evidenziato che due attività cognitive relativamente complesse possono essere svolte in modo efficace e senza interferenze, quando ha avuto luogo un addestramento cognitivo.
Nei nostri diversi Imagination Lab, addestriamo la capacità di identificare nuovi pattern, imparando ad osservare più elementi nel corso di una ricerca esplorativa.
Cambiare il pensiero o il comportamento in funzione dell’evolvere di una situazione o di un evento
Ci si riferisce alla capacità di ristrutturare il pensiero quando le condizioni al contesto sono cambiate, rendendo gli assunti di base che erano stati presi in considerazione, non sono più validi. Richiede una grande capacità di analisi critica che permette di evidenziare quando uno schema interpretativo ha perso la sua funzionalità e deve essere sostituito da uno più adatto in quel momento.
Il particolare il pensiero immaginativo dirige l’attenzione verso situazioni ipotetiche alternative plausibili alternative rispetto a quelle riscontrate attraverso l’esperienza diretta o indiretta e permette di rafforzare la flessibilità cognitiva.
Classificare un idea, un oggetto, un concetto in più di una categoria
Come abbiamo visto, ci sono casi in cui le categorizzazioni diventano trappole mentali e questo succede quando per eccesso di semplificazione si cerca di inserire un nuovo oggetto osservato, in una categoria, anche quando risulta stretta.
La capacità di creare nuove categorie mentali e di definire criteri multipli di classificazione, è un aspetto importante che connota la flessibilità cognitiva.
Risolvere un nuovo problema, affrontare una nuova situazione attraverso la loro ristrutturazione
Una frase attribuita ad Albert Einstein, introduce chiaramente il problema della ristruttrazione dei problemi “Non possiamo risolvere i problemi con lo stesso tipo di pensiero che abbiamo usato quando li abbiamo creati.”
Porre un problema sotto una nuova luce, significa superare le proprie credenze limitanti, mettere in atto nuovi comportamenti, agendo in modo differente rispetto al passato, affrontare consapevolmente i blocchi emotivi che non ci consentono di esplorare strade nuove, trasformando ad esempio il problema in opportunità attraverso la formulazioni di domande potenti.
Realizzare quando le informazioni disponibili, i modelli interpretativi attuali sono insufficienti per codificare un nuovo problema in modo nuovo
E’ la capacità di ammettere di non sapere e di non avere una risposta per tutte le domande e di cercare nuove informazioni in grado ancora prima di cercare la soluzione ad un problema mal posto, (problem solving), di concentrare la propria attenzione nelle attività di definizione del problema stesso (problem setting) anche per essere in grado di valutare se si stia affrontando il vero problema.
Nei nostri Imagination Lab, sfidiamo spesso le nostre credenze, attraverso domande del tipo: “che cosa faresti se tutto ciò che sai riguardo quell’argomento si rivelasse completamente falso o superato?
Decidere di abbandonare percorsi conosciuti, per esplorare nuove strade
Seguendo l’insegnamento di San Giovanni della Croce, si può applicare una sua massima, che dice :“per raggiungere il punto che non conosci, devi prendere la strada che non conosci. Abbandonare i percorsi noti è operare con uno spirito esplorativo è fondamentale per scoprire nuove strade che possono condurci verso nuove mete.
L’esplorazione immaginativa è un percorso di ricerca che parte dal percorrere nuove strade, partendo dall’osservazione della realtà attraverso nuove chiavi di lettura o allargando i propri interessi verso nuove direzioni.
Riconoscere quando ci troviamo di fronte ad una discontinuità o ad una perdita di funzionalità di modelli, schemi interpretative, modelli comportamentali
Per osservare il futuro con gli occhi del futuro è necessario saper intercettare le discontinuità e riconoscere la perdita di funzionalità di uno schema interpretativo o di un modello comportamentale, prima che una data situazione imploda. Il passaggio ad esempio da un modello educativo totalmente in presenza ad uno nuovo di tipo blended, richiede di ripensare totalmente i modelli pedagogici tenendo in considerazione le nuove modalità di fruizione dei contenuti educativi e le necessità di un nuovo modello “learning everywhere”.
Saper intercettare le discontinuità rappresenta un importante competenza che si può allenare con la pratica.
Riconoscere il momento in cui i gusti, le opinioni, le credenze di persone o gruppi stanno cambiando
Nei tempi di transizione, gusti e prefrenze cambiano, così come le opinioni delle persone, sapere evidenziare il punto critico (tipping point), è una capacità molto importante. Si tratta di osservare “quel livello oltre il quale un cambiamento diviene inarrestabile. Malcolm Gladwell, lo ha definito nel suo libro, come “la massa critica, il punto di ebollizione la soglia che determina il punto di non ritorno relativamente ad un cambiamento”
Un’attenta osservazione delle conversazioni in rete o dei comportamenti quotidiani delle persone permette di riscontrare delle variazioni nelle preferenze, così come l’osservazione di eventi traumatici come la crisi pandemica del 2020, ci ha consentito di riscontrare cambiamenti nelle abitudini di acquisto (e-commerce) e nelle modalità di lavoro e di apprendimento (remote working/remote learning)
Utilizzare modi e toni di comunicazione appropriati per i diversi contesti
La flessibilità cognitiva viene esercitata anche attraverso la capacità di differenziare i toni della propria comunicazione, il linguaggio, le metafore utilizzate in funzione dei differenti contesti e secondo le caratteristiche del proprio interlocutore. E’ un’importante competenza di leadership che nei momenti di transizione assume una nuova connotazione. Riguarda anche l’abilità di differenziare il proprio approccio comunicativo in funzione dell’orientamento al cambiamento, del proprio interlocutore.
Ristrutturare idee e concetti in modo nuovo e più rispondente ai tempi, riallineando le proprie competenze in chiave dinamica
Riguarda la capacità di adattare il proprio processo di apprendimento in funzione delle competenze che saranno utili in chiave dinamica, ma anche sviluppando tutte quelle abilità che permettono di migliorare le capacità di apprendere, disapprendere e riapprendere in modo efficace e rispondente ai propri obiettivi.
Domandarsi ad esempio quali saranno le competenze più importanti in azienda in un periodo futuro caratterizzato da un progressivo livello crescente di automazione, denota un esempio di flessibilità cognitiva.
L’UTILITA’ DELLA FLESSIBILITA’ COGNITIVA
La flessibilità cognitiva è diventata un fattore critico di successo nei periodi di profonda trasformazione. E’ una delle tre funzioni principali di controllo cognitivo, insieme all’inibizione e alla memoria di lavoro.
Il controllo cognitivo più in generale è un efficace strumento per dosare le risorse del cervello e per risparmiare inutili energie, permettendo di operare attraverso processi automatici volti a dosare le modalità di utilizzo della nostra attenzione, guidando il processo di raccolta e di selezione delle informazioni e orientando il nostro sguardo, permettendoci di creare delle routine che ci consentono di risparmiare energie mentali.
La flessibilità cognitiva ci aiuta invece nell’orientarci in situazioni nuove e in cui non abbiamo esperienze pregresse e ci consente di sviluppare un comportamento adattivo che può essere addestrato attraverso percorsi di allenamento immaginativo.
AFFRONTARE IL PROBLEMA DELLA RIGIDITA MENTALE NELLE ORGANIZZAZIONI E’ UNA PRIORITA’
La rigidità mentale in psicologia è una ostinata incapacità di prendere in considerazione e di apprezzare il punto di vista o le emozioni di altre persone per mancanza di empatia, di interesse o per un’insufficienza di strumenti. E’ anche una inccapacità di cambiare idea e la tendenza a perseverare i propri modelli mentali, le proprie abitudini, i propri comportamenti e di rifiutarsi di modificare le proprie visioni anche quando esse si dimostrano fallaci.
La rigidità mentale è uno degli ostacoli più importanti al cambiamento e si manifesta in forme diverse, che cerchiamo di definire sinteticamente.
Fissazione funzionale — difficolta a concepire nuovi utilizzi per oggetti familiari o di rivedere concetti conosciuti dando loro nuove connotazioni
Inerzia mentale — tendenza proiettare i propri modelli mentali anche quando si rivelano fallaci
Pigrizia mentale, scarso interesse, mancanza di curiosità verso temi nuovi o che non rientrano strettamente nella propria sfera di interessi
Credenze cristallizzate, applicazione di criteri di valutazioni statiche su persone, eventi e situazioni non considerando la possibilità di cambiamento o rifiuto nel prendere in considerazione punti di vista diversi dal proprio
Autoreferenzialità, tendenza a mettere se stessi, la propria visione del mondo al centro escludendo ogni altra visione.
Fixed mindset, tendenza vedere le cose in modo fisso e predeterminato e a non considerare i cambiamenti attuali e potenziali
Trappola dell’esperienza, tentativo di risolvere nuovi problemi con vecchi metodi e attingendo alla propria esperienza quando essa non è utile per affrontare problemi nuovi e situazioni inedite.
Visione ristretta, considerare esclusivamente le opzioni che sono visibili e resistenza all’allargamento della propria visuale verso nuove direzioni
La flessibilità cognitiva può venire sviluppata attraverso l’abitudine di: prendere in considerazione, pensieri, ragionamenti, percorsi esplorativi alternativi,mettere costantemente in discussione i propri comportamenti automatici e le proprie reazioni istintive e a quelle che vengono attivate attingendo alla memoria e alle esperienze pregresse.
Si tratta di superare il proprio comportamento abituale e di forzare le proprie risposte condizionate da un particolare ambiente, per decidere deliberatamente di orientare il flusso dei propri pensieri, selezionando in modo differente le proprie fonti di ispirazione.
Una delle finalità dei nostri differenti Imagination Lab è proprio quello di addestrare la flessibilità cognitiva, attraverso i differenti esercizi che consentono di indirizzare lo sguardo verso nuove direzioni e aiutano i professionisti e le organizzazioni ad imparare a ristrutturare il proprio pensiero per sviluppare nuove visioni di futuro aumentando lo spettro delle loro possibilità di intervento.
Exponential Imaginative Training è un lab per addestrare le competenze immaginative di imprese e organizzazioni per apprendere a ripensare, per uscire dai luoghi comuni e per ridefinire industrie, settori produttivi e visioni strategiche in ottica evolutiva. Allenare le capacità di estendere, adattare, scardinare i propri paradigmi di pensiero, di porre nuove domande, di cambiare prospettiva, di utilizzare progettualmente le diverse forme di immaginazione per prendere decisioni in condizioni di incertezza, per sviluppare, accettare e dare forma a nuove visioni per definire azioni volte ad ispirare e a motivare il cambiamento per un pensiero a spettro totale oltre ogni schema e categorizzazione limitante sono gli obiettivi principali del Laboratorio. Per maggiori informazioni potete contattare Maurizio Goetz scrivendo a [email protected]
